Allontana da me questo calice!

Al Getsemani, il Signore dice a suo Padre: E disse: «Abba, Padre, ogni cosa ti è possibile; allontana da me questo calice! Però non ciò che io voglio, ma ciò che tu vuoi». (Marco 14:36)

Questo “calice” rappresenta l’ira di Dio che il Signore Gesù doveva subire, perché sulla croce, dopo poche ore, si caricherà dei nostri peccati.

Allora gli apparve un angelo dal cielo per dargli forza. Ed egli, essendo in agonia, pregava ancor più intensamente; e il suo sudore divenne simile a grumi di sangue che cadevano a terra. (Luca 22:43-44)

Egli non chiede di sfuggire alla morte; infatti era venuto per dare la sua vita come prezzo di riscatto per noi.

Poiché anche il Figlio dell’uomo non è venuto per essere servito, ma per servire e per dare la sua vita come prezzo di riscatto per molti. (Marco 10:45)

Egli pregava per essere salvato dalla morte e infatti è stato esaudito: Dio l’ha risuscitato dai morti!

Nei giorni della sua carne, con grandi grida e lacrime, egli offrì preghiere e supplicazioni a colui che lo poteva salvare dalla morte, e fu esaudito a motivo del suo timore di Dio. (Ebrei 5:7)

Ma era impossibile a Dio risparmiargli le sofferenze dell’espiazione del peccato di tutti noi che crediamo nel suo sacrificio. Perché? Perché questa grande salvezza non poteva avere luogo in altro modo, e Cristo ci amava e voleva salvarci. Dio ha acconsentito ad abbandonare il suo amato Figlio facendo cadere su di lui tutto il castigo che il peccato meritava.

Verso l’ora nona, Gesù gridò con gran voce dicendo: «Elì, Elì, lammà sabactanì?». Cioè: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?». (Matteo 27:46)

Dio non ha risparmiato il proprio Figlio ma lo ha dato per noi tutti.

Certamente colui che non ha risparmiato il suo proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come non ci donerà anche tutte le cose con lui? (Romani 8:32)

E’ stato necessario che il Signore Gesù attraversasse quell’ora terribile del giudizio, la cui sola prospettiva lo riempiva di orrore; infatti cominciò ad essere spaventato ed angosciato.

Quindi prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni, e cominciò ad essere preso da timore e angoscia; e disse loro: «L’anima mia è grandemente rattristata, fino alla morte; rimanete qui e vegliate». (Marco 14:33-34)

Una sofferenza così grande, sopportata per amor nostro, ci lascerebbe insensibili?

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