Amore di Dio

Amore incondizionato

Egli ha vivificato anche voi, che eravate morti nei falli e nei peccati, nei quali già camminaste, seguendo il corso di questo mondo, secondo il principe della potestà dell’aria, dello spirito che al presente opera nei figli della disubbidienza, fra i quali anche noi tutti un tempo vivemmo nelle concupiscenze della nostra carne, adempiendo i desideri della carne e della mente, ed eravamo per natura figli d’ira, come anche gli altri. (Efesini 2:1-3)

Anabel Gillham era una donna che amava Dio, ma accettava con difficoltà il fatto che Dio amasse lei. Aveva letto in vari passaggi della Bibbia dell’amore incondizionato di Dio, ma aveva ancora dubbi sul fatto che Dio l’amasse così com’era. Poi Dio usò una persona davvero speciale per farle comprendere la verità, il suo secondogenito David che nacque con un marcato ritardo mentale.

“Non avevo mai dubitato del fatto che Gesù amasse profondamente quel bambino. Poco importava se non stava seduto in chiesa come gli altri bambini o che non sarebbe mai stato in grado di pregare come gli altri bambini. Era irrilevante il fatto che non potesse citare un solo verso della Bibbia e che non avrebbe frequentato le scuole superiori, sapevo che Gesù amava David”.

Per molto tempo Anabel aveva creduto che per essere accettata da una persona, per essere amata, doveva fare qualcosa. L’amore era basato sulla risposta a una bella azione o a un comportamento costante e impeccabile. Infatti, non permetteva a nessuno di vederla nei momenti in cui non era “in forma”. Si teneva a distanza dai suoi amici perché pensava che se l’avessero conosciuta a fondo, non l’avrebbero più cercata.

“Anabel, il tuo amore per David non è cambiato solo perché osservandolo noti il suo handicap. Anabel, tu non rigetti tuo figlio solo perché tutti i sogni che avevi per lui sono andati distrutti. Anabel, tu non rigetti tuo figlio soltanto perché non riesce a fare le cose alla perfezione. Tu lo ami perché è tuo e questo ti basta. Tuo figlio non rigetta il tuo amore ma tu stai rigettando il mio, solo perché non lo comprendi appieno. Io non ti amo perché sei limpida o attraente o perché fai le cose bene o alla perfezione, io ti amo perché mi appartieni, Tu sei mia”.

“Padre celeste, grazie perché mi ami incondizionatamente. Tu mi ami sia quando faccio le cose alla perfezione, sia quando sbaglio.”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *