Giustizia di Dio

Bilancia ingannatrice

Ma l’Eterno rimane per sempre; egli ha stabilito il suo trono per far giudizio. (Salmi 9:7)

Nella tomba di un faraone, in Egitto, si può vedere un affresco che rappresenta l’arrivo di un defunto davanti a Osiride, giudice dei morti. Il dio tiene in mano una bilancia; uno dei due piatti contiene i meriti del defunto, l’altro i suoi peccati.

La sua sorte sarà decisa a secondo del lato da cui penderà la bilancia: o in un bel giardino pieno di fiori e di uccelli, o in una fossa immonda in compagnia di serpenti e coccodrilli. Questo dipinto, vecchio di 3000 anni, illustra chiaramente l’idea che gli Egizi si facevano del giudizio che segue la morte.

Ma la Bibbia, rivelazione del solo vero Dio, non presenta così le cose: il Giudizio supremo non avrà in mano una bilancia che cerca invano il suo equilibrio.

Per l’incredulo che sarà giudicato secondo le sue opere, il piatto dei meriti sarà trovato leggero perché non c’è nulla nella vita degli esseri umani che possa fare da contrappeso ai peccati e soddisfare le esigenze del Dio santo; qualunque cosa un uomo faccia valere, il piatto della bilancia penderà inevitabilmente a suo sfavore.

E vidi i morti, grandi e piccoli, in piedi davanti al trono. I libri furono aperti, e fu aperto anche un altro libro che è il libro della vita; e i morti furono giudicati dalle cose scritte nei libri, secondo le loro opere. Il mare restituì i morti che erano in esso; la morte e l’Ades restituirono i loro morti; ed essi furono giudicati, ciascuno secondo le sue opere. Poi la morte e l’Ades furono gettati nello stagno di fuoco. Questa è la morte seconda, cioè lo stagno di fuoco. E se qualcuno non fu trovato scritto nel libro della vita, fu gettato nello stagno di fuoco. (Apocalisse 20:12-15)

Per il credente tutto questo non avverrà, perché il Signore Gesù ha detto:

In verità, in verità vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha vita eterna; e non viene in giudizio, ma è passato dalla morte alla vita. (Giovanni 5:24)

Non aspettare i essere davanti al Giudice, in quel momento la tua posizione sarebbe immutabile. Ancora oggi Egli vuole essere il tuo Salvatore.

Ora dunque non vi è alcuna condanna per coloro che sono in Cristo Gesù, i quali non camminano secondo la carne ma secondo lo Spirito, perché la legge dello Spirito della vita in Cristo Gesù mi ha liberato dalla legge del peccato e della morte. (Romani 8:1-2)