Or la fine di tutte le cose è vicina; siate dunque sobri e vigilanti per dedicarvi alle preghiere, avendo prima di tutto un intenso amore gli uni per gli altri, perché «l’amore coprirà una moltitudine di peccati». (1 Pietro 4:7-8)

I credenti camminano verso il cielo. Sanno che la meta è vicina. L’attesa di arrivare alla fine della corsa, di incontrare il Signore, ha un forte impatto nella loro vita.

DSCF1088Ma questo vi dico, fratelli, che il tempo è ormai abbreviato; così d’ora in avanti anche quelli che hanno moglie, siano come se non l’avessero; e quelli che piangono, come se non piangessero; e quelli che si rallegrano, come se non si rallegrassero; e quelli che comprano, come se non possedessero; e quelli che usano di questo mondo, come se non ne usassero, perché la forma attuale di questo mondo passa. (1 Corinzi 7:29-31)

Da allora sono passati quasi duemila anni, ma chi ha creduto nel Signore sa che Egli può venire da un momento all’altro. Ogni giorno che passa ci avvicina sempre di più al momento dell’incontro con Lui nel cielo. Con questa prospettiva, l’apostolo Paolo esortava i credenti di allora, e tanto più noi credenti di oggi, a non attaccarsi alle cose della terra e a mettere il Signore al di sopra di ogni loro interesse.

Non attacchiamoci alle cose che passano! Gli insegnamenti del Vangelo non passano mai. Mettiamoli al primo posto e saremo felici; troveremo la forza per affrontare le avversità della vita e avremo la gioia di sapere che dopo questa vita ci aspetta il cielo con le sue gioie eterne.

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