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Cecità spirituale

Padre, glorifica il tuo nome!». Allora venne una voce dal cielo: «L’ho glorificato e lo glorificherò ancora». La folla dunque, che era presente e aveva udito la voce, diceva che era stato un tuono. Altri dicevano: «Un angelo gli ha parlato». (Giovanni 12:28-29)

Il Signore Gesù aveva dichiarato apertamente che l’ora del Suo sacrificio era giunta e voleva rendere consapevoli i discepoli e la moltitudine di questo avvenimento. Perciò si espresse con parole chiare.

In verità, in verità vi dico: Se il granel di frumento caduto in terra non muore, rimane solo; ma se muore, produce molto frutto. (Giovanni 12:24)

Dichiarando, infine, il Suo turbamento interiore.

Ora l’anima mia è turbata; e che dirò: Padre, salvami da quest’ora? Ma per questo io sono giunto a quest’ora. (Giovanni 12:27)

Ma il Signore Gesù era venuto per cercare e per salvare ciò che era perduto e di questo era consapevole prima della fondazione del mondo, avendo accettato la volontà del Padre. La moltitudine cieca brancola nelle tenebre e non sa riconoscere ciò che sta avvenendo davanti ai loro occhi. Alcuni dichiarano di aver udito un tuono, altri pensano che un angelo Gli abbia parlato.

Si verifica pressappoco sempre così quando la creatura, cieca e smarrita, si trova di fronte alla manifestazione del divino. Non è solo in questo caso che le opinioni dei presenti contrastano con la realtà. Nella Parola di Dio abbiamo altri esempi che ci dimostrano che quelli che vivono lontano delle realtà Spirituali si comportano sempre come ciechi e come quelli che brancolano nelle tenebre.

Quando Paolo e Barnaba si trovarono in Listra e ci fu la guarigione del paralitico, furono scambiati per due divinità pagane. Ed ancora, quando Paolo naufragò insieme agli altri e giunsero a Malta, cosa pensarono gli abitanti del luogo, vedendo la vipera attaccata alla mano dell’apostolo?

Quando gli abitanti del luogo videro la serpe che gli pendeva dalla mano, dissero l’un l’altro: «Quest’uomo è certamente un omicida perché, pur essendo scampato dal mare, la giustizia divina non gli permette di sopravvivere». (Atti 28:4)

Ma Paolo uccise il serpente e non ebbe alcun male, e quelle persone cambiarono parere.

Ma Paolo, scossa la bestia nel fuoco, non ne sofferse male alcuno. Or essi aspettavano ch’egli enfierebbe, o caderebbe di subito morto; ma, poichè ebbero lungamente aspettato, ed ebber veduto che non gliene avveniva alcuno inconveniente, mutarono parere, e dissero ch’egli era un dio. (Atti 28:5-6)

I pareri intorno alle realtà spirituali saranno sempre errati ed inutili se non si è prima passati per il Calvario. Ecco perché Gesù dichiara necessaria ed importante la conclusione del suo ministerio. La moltitudine continua a dimenarsi nelle tenebre senza comprendere le parole di Gesù, ed in ogni tempo la cecità spirituale non ha fatto comprende le promesse dell’Evangelo.

Se tu vuoi va a Gesù e, come ha aperto gli occhi al cieco, così aprirà la tua mente ed il tuo cuore per comprendere ed aiutarti a praticare la Sua volontà.

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