Chi scaglierà la prima pietra?

Si sente parlare dell’emozione che suscita l’annunciata lapidazione di una donna africana perché ha un bambino senza essere sposata. Da molte parti si levano delle voci, si firmano petizioni per fare pressioni sulle autorità di quel paese perché mostrino clemenza.

Questo fatto ricorda una circostanza analoga di duemila anni fa. Una donna sorpresa in adulterio è portata davanti a Gesù. Non deve forse essere lapidata, eseguendo la sentenza prevista dalla legge di Mosè che nessuno può annullare?

Or la legge intervenne affinché la trasgressione abbondasse; ma dove il peccato è abbondato, la grazia è sovrabbondata, affinché come il peccato ha regnato nella morte, così anche la grazia regni per la giustizia a vita eterna per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore. (Romani 5:20-21)

La risposta del Signore coinvolge la coscienza dei suoi accusatori:

E, come essi continuavano ad interrogarlo, egli si alzò e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei». (Giovanni 8:7)

Quella donna ha certamente peccato, ma i suoi accusatori non sono migliori di lei, così escono uno dopo l’altro, toccati nella loro coscienza.

Quelli allora, udito ciò e convinti dalla coscienza, se ne andarono ad uno ad uno, cominciando dai più vecchi fino agli ultimi; così Gesù fu lasciato solo con la donna, che stava là in mezzo. (Giovanni 8:9)

Poi Gesù si rivolge alla donna:

Gesù dunque, alzatosi e non vedendo altri che la donna, le disse: «Donna, dove sono quelli che ti accusavano? Nessuno ti ha condannata?». Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». Gesù allora le disse: «Neppure io ti condanno; va’ e non peccare più». (Giovanni 8:10-11)

Lui soltanto avrebbe il diritto di condannarla, ma non lo fa, perché non è venuto a giudicare, ma a salvare.

E se uno ode le mie parole e non crede, io non lo giudico; perché io non sono venuto a giudicare il mondo, ma a salvare il mondo. (Giovanni 12:47)

Tuttavia il Signore valuta la condotta della donna: il suo è un peccato, e deve abbandonarlo: “va’ e non peccare più“.

Il messaggio del Vangelo non è cambiato; Dio ama ogni uomo e vuole fargli grazia, ma il peccato rimane in tutta la sua gravità. Egli non scusa il male, non dimentichiamolo, anche se la società si beffa di questi principi.

Accettiamo il perdono divino per le nostre colpe passate, e allontaniamo dalla nostra vita ogni azione che Dio disapprova.

Che diremo dunque? Rimarremo nel peccato, affinché abbondi la grazia? Niente affatto! Noi che siamo morti al peccato, come vivremo ancora in esso? (Romani 6:1-2)

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