Crescita spirituale

Come un cane in cantina

La cattiva coscienza è come un cane che si è dovuto rinchiudere in cantina perché il suo continuo abbaiare ci disturba. Ma l’animale è sempre pronto a fare irruzione nella sala da pranzo non appena la vigilanza del suo padrone viene meno.

Che cosa fare quando ci rendiamo conto di avere una cattiva coscienza? Dobbiamo forse soffocare la sua voce? No, facciamo piuttosto attenzione a non sottovalutare questo stato d’animo.

Chi è stato più severo di Gesù in rapporto al male? Egli lo ha riprovato persino in uno sguardo malvagio, o in una parola leggera. Ma ha risolto diversamente il problema della colpevolezza.

Ha accettato di caricarsi del male nascosto, ha dovuto conoscere l’angoscia dell’abbandono di Dio. Per Lui la sofferenza… Per chi crede, la pace della coscienza e l’accoglienza senza riserva da parte del Dio d’amore.

D’altra parte, bisogna sapere che la coscienza non è sempre in noi in risonanza perfetta con la voce di Dio. Essa potrebbe anche accusarci a proposito di atti senza importanza e scusarci riguardo ad atti che Dio condanna.

Pertanto, quando abbiamo una cattiva coscienza, veniamo a Dio in preghiera. Lasciamo che Egli ci sondi per mezzo della luce della Bibbia, poiché essa è la sua Parola.

Ora invece, essendo stati liberati dal peccato e fatti servi di Dio, voi avete per vostro frutto la santificazione e per fine la vita eterna. (Romani 6:22)

Abbandoniamo ciò che è male, ma rigettiamo anche gli stati di abbattimento che ci tormenterebbero senza ragione. Il Signore vuole liberarci dal peccato, ma anche da ogni scrupolo ingiustificato che ci impedisce di servirlo con gioia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *