“Prendi il tuo lettuccio e cammina“, ordina Gesù a un paralitico che aspettava da trentotto anni la guarigione sul bordo della piscina di Bethesda (Giovanni 5:11).

Follia, dirà chi non conosce Dio: come camminare quando si è paralizzati e, inoltre, portando il proprio lettino? Ma la fede obbedisce, non perché comprende, ma perché ha fiducia in Dio e lo prende in parola.

Estanque BetsaidaE’ una vera “corte dei miracoli” quella vasca di Bethesda. Effettivamente, di miracolo ce ne sarà uno solo. Numerosi malati ed un infermo continua ad aspettare sull’orlo di questa piscina, eppure il Salvatore, il grande guaritore e presente in mezzo a loro. Ma lasciano che se ne vada senza approfittare della sua potenza.

La folla testimone di una guarigione meravigliosa, per lo meno si rallegra? Niente affatto. I Giudei contestano con l’infermo: quel giorno è il sabato.

“Non ti è permesso di portare il tuo letto” (Giovanni 5:10), gli dicono.

Forse diranno anche a te: “Non ti è permesso leggere da solo la Bibbia, tanto non la sai interpretare”! Ricorda nessun uomo è in grado di interpretare la Bibbia, solo Dio la rivela attraverso lo Santo Spirito, a persone, che aprono il cuore per riceverla.

L’infermo avrebbe avuto mille buoni motivi per non rispondere all’invito di Gesù. I suoi molteplici tentativi infruttuosi, l’opinione di quelli che lo circondano, la sua malattia incurabile…. Ma la sua fede spazza via tutti i ragionamenti.  Egli guarda a colui che è li, presente, e ricerca da lui la forza per superare tutti gli ostacoli.

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