Dal cielo alla terra

Ed egli venne per annunziare la pace a voi che eravate lontani e a quelli che erano vicini, poiché per mezzo di lui abbiamo entrambi accesso al Padre in uno stesso Spirito. (Efesini 2:17-18)

La terra e il cielo: due luoghi così diversi! Uno è l’abitazione degli uomini, contrassegnato dalle loro lotte e le loro contraddizioni, dai loro slanci di fraternità presto seguiti da violente opposizioni. Nell’altro vi sono Dio e il suo diletto Figlio, adorati e serviti da una moltitudine di angeli, che gioiscono di una continua felicità in una sfera in cui regna l’amore.

Ed è proprio questa dimora che un giorno il Figlio di Dio ha lasciato, in perfetto accordo con la volontà del Padre, per venire su questa terra dove ha tanto sofferto. Fin dalla sua nascita il mondo l’ha rifiutato e il re Erode voleva farlo morire. Per tutta la sua vita è andato di luogo in luogo facendo del bene a tutti, ma è stato disprezzato, odiato e infine crocifisso.

Voi sapete ciò che è accaduto per tutta la Giudea, cominciando dalla Galilea, dopo il battesimo che Giovanni predicò: come Dio abbia unto di Spirito Santo e di potenza Gesù di Nazaret, il quale andò attorno facendo del bene e sanando tutti coloro che erano oppressi dal diavolo, perché Dio era con lui. (Atti 10:37-38)

Perché il Figlio di Dio ha scelto un tale cammino? Mancava forse qualcosa alla sua felicità? No, ma Egli voleva introdurre le sue creature nella pienezza dell’amore celeste. Voleva condurre alla sua presenza degli uomini e delle donne, colpevoli ma perdonati, peccatori ma giustificati, capaci di capire e di condividere l’essenza stessa del suo essere: l’amore.

Vale la pena contemplare questo abbassamento volontario del Figlio di Dio, la sua sofferenza e la sua morte in vista di: “portare molti figli alla gloria” (Ebrei 2:10).

Egli è venuto in casa sua, e i suoi non lo hanno ricevuto, ma a tutti coloro che lo hanno ricevuto, egli ha dato l’autorità di diventare figli di Dio, a quelli cioè che credono nel suo nome, i quali non sono nati da sangue, né da volontà di carne, né da volontà di uomo, ma sono nati da Dio. (Giovanni 1:11-13)

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