So a priori che sono predisposto a cadere in depressione. Non sono sempre depresso, ma ho la tendenza ad esserlo, e ciò mi impone di seguire una cura. Faccio parte della moltitudine delle persone depresse. Ogni volta che parlo della mia depressione, vengo ringraziato da persone che devono affrontare il mio stesso problema.

Ho preso coscienza del beneficio che si ha facendo ricorso alla Parola di Dio. I pensieri negativi, che predominano quando siamo nel tunnel della depressione, possono essere combattuti con le verità divine. La mia migliore difesa consiste nel leggere le Sacre Scritture e lasciare che sia Dio a parlarmi.

Questo mi é di conforto nell’afflizione, che la tua Parola mi fa vivere. (Salmo 119:50)

Ho imparato a non prendere per oro colato ciò che mi dicono i miei sentimenti; certo, è necessario che ne siamo coscienti e che ne teniamo conto, ma sono instabili e dipendono spesso dal nostro stato psicologico o dalle circostanze che viviamo.

La-sofferenza-e-il-dolore-che-portano-al-suicidio-vanno-sempre-risarciti-Mi sentivo condannato, poco amato e rifiutato, ma queste sofferenze, benché le sentissi realmente, non corrispondevano alla realtà. La realtà era che la mia relazione con Dio era ugualmente solida e autentica, nei miei momenti più oscuri così come quando stavo bene. Il Signore mi ricordava incessantemente una verità che i miei sentimenti cercavano di rifiutare:

“Non c’è dunque più nessuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù.” (Romani 8:1)

Quando attraversiamo un momento di depressione abbiamo la tendenza a combattere con la propria coscienza. Riguardo ha questo problema ho imparato a non farmi opprimere dai sensi di colpa che mi assalivano, perché so che purtroppo abbiamo un accusatore, che fa di tutto per scoraggiarci.

Allora udii una grande voce nel cielo che diceva: «Ora è giunta la salvezza, la potenza e il regno del nostro Dio e la potestà del suo Cristo, poiché è stato gettato giù l’accusatore dei nostri fratelli, colui che li accusava davanti al nostro Dio giorno e notte. (Apocalisse 12:10)

Ma come sapere se un sentimento di colpa è il frutto di una falsa accusa che satana insinua in noi, oppure se viene dallo Spirito Santo che vuole riprenderci? Le accuse colpiscono ad ampio raggio e non toccano le nostre azioni, bensì la nostra persona, convincendoci, ad esempio, di non essere degni dell’amore di Dio.

Lo Spirito Santo, invece, agisce in maniera completamente diversa: é diretto e attira la nostra attenzione su un errore preciso che abbiamo commesso, mostrandoci che dobbiamo giudicarlo e abbandonarlo e assicurandoci il perdono di Dio.

Se il nostro cuore ci condanna, Dio è più grande del nostro cuore e conosce ogni cosa. (1 Giovanni 3:20)

Quando vi sentite colpevoli, se dopo un serio esame di coscienza non riuscite a determinare la causa, non esitate a vedere quello che sentite una manovra meschina di satana, e non tenetene conto.

Voi siete da Dio, figlioletti, e li avete vinti, perché colui che è in voi è più grande di colui che è nel mondo. (1 Giovanni 4:4)

Ho anche imparato a non credere a tutto ciò che viene detto. Se vi dicono: “La depressione è un peccato”, non credeteci. La depressione può anche essere la conseguenza di un peccato, ma non è un peccato, è una malattia.

Nel libro dei Salmi, certe espressioni sembrano proprio quelle di una persona depressa che poi trova consolazione in Dio. Il Signore ci parla anche quando siamo nella debolezza e non ci dirà mai che ci abbandona; anzi la sua dolce voce ci rassicura del suo amore e della sua presenza.

Giunga fino a te la mia preghiera, tendi l’orecchio al mio grido, perché l’anima mia è sazia di male, e la mia vita è giunta fino allo Sceol. Sono ormai annoverato fra quelli che scendono nella fossa, sono come un uomo che non ha più forza. (Salmi 88:2-4)

D. Baker

 

 

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