Spinto dalla curiosità, Luigi XIV desiderava udire il celebre predicatore Massillon, i cui discorsi attiravano un numero sempre maggiore di uditori.

La seria predicazione di Massillon fece anche una forte impressione sul re. Lo fece chiamare e gli disse: “Ho udito un gran numero di oratori e generalmente sono stato contento di loro, ma come si spiega che dopo averla udita, sia così malcontento di me stesso?”

unnamedCosì quel re bigotto, e nel contempo così colpevole, sperimentava il tagliente della Parola di Dio. Essa non adula nessuno, e mostra all’uomo ciò che egli è alla luce di Dio: un peccatore solo degno di condanna, che può essere salvato solamente dal sangue di Gesù Cristo.

Siccome Paolo parlava di giustizia, di temperanza e del giudizio futuro, Felice si spaventò e replicò: Per ora va; e quando ne avrò l’opportunità, ti manderò a chiamare. (Atti 24:25)

Luigi XIV, sotto la prima impressione di ciò che aveva udito, espresse la sua intenzione di ascoltare Massillon predicare almeno una volta all’anno. Ma, in realtà, il predicatore non ricevette mai alcun invito da parte del re! Eppure, un’ultima volta Massillon ebbe l’occasione di prendere la parola davanti al re. Il suo discorso, il cui testo è stato conservato, cominciava così: “Dio solo è grande, fratelli miei…”

Ma questa volta il re non poteva più udirlo; era coricato nella sua bara. Era la sua orazione funebre!

Oggi, se udite la sua voce, non indurite i vostri cuori! (Ebrei 4:7)

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