Il tempo in cui viviamo è quello in cui Dio sembra essersi ritirato dalla scena. Tuttavia non è il tempo della Sua assenza, ma della Sua pazienza. L’uomo ha cercato di sostituirsi a Dio, ma purtroppo si ritrova solo e orfano.

Il Signore non ritarda l’adempimento della sua promessa, come pretendono alcuni; ma è paziente verso di voi, non volendo che qualcuno perisca, ma che tutti giungano al ravvedimento. (2 Pietro 3:9)

Dio ha parlato, fa annunciare il Vangelo, ed ora aspetta che qualcuno ancora ascolti, prima di esercitare il giudizio. Ora sta a noi agire. Dio non ci costringe. Il Suo silenzio è un silenzio di attesa, con un amore che non fa difetto, come un padre aspetta suo figlio fuggito da casa. Come risponderemo?

DSCF1079Disse ancora: «Un uomo aveva due figli. Il più giovane di loro disse al padre: “Padre, dammi la parte dei beni che mi spetta”. Ed egli divise fra loro i beni. Di lì a poco, il figlio più giovane, messa insieme ogni cosa, partì per un paese lontano, e vi sperperò i suoi beni, vivendo dissolutamente. Quando ebbe speso tutto, in quel paese venne una gran carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora si mise con uno degli abitanti di quel paese, il quale lo mandò nei suoi campi a pascolare i maiali. Ed egli avrebbe voluto sfamarsi con i baccelli che i maiali mangiavano, ma nessuno gliene dava. Allora, rientrato in sé, disse: “Quanti servi di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Io mi alzerò e andrò da mio padre, e gli dirò: padre, ho peccato contro il cielo e contro di te: non sono più degno di essere chiamato tuo figlio; trattami come uno dei tuoi servi”. Egli dunque si alzò e tornò da suo padre; ma mentre egli era ancora lontano, suo padre lo vide e ne ebbe compassione: corse, gli si gettò al collo, lo baciò e ribaciò. E il figlio gli disse: “Padre, ho peccato contro il cielo e contro di te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio”. Ma il padre disse ai suoi servi: “Presto, portate qui la veste più bella, e rivestitelo, mettetegli un anello al dito e dei calzari ai piedi; portate fuori il vitello ingrassato, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita; era perduto, ed è stato ritrovato”. E si misero a fare gran festa. (Luca 15:11-24)

Dio non ha scelto la forza per rivelarsi; Egli non si impone, la voce e la chiamata di Dio sono all’opposto del “rumore” del mondo che ci aggredisce ogni giorno. Facciamo la scelta giusta e sperimentiamo che “la debolezza di Dio” è più forte degli uomini”.

I Giudei infatti chiedono miracoli e i Greci cercano sapienza, ma noi predichiamo Cristo crocifisso, che per i Giudei è scandalo, e per gli stranieri pazzia; ma per quelli che sono chiamati, tanto Giudei quanto Greci, predichiamo Cristo, potenza di Dio e sapienza di Dio; poiché la pazzia di Dio è più saggia degli uomini e la debolezza di Dio è più forte degli uomini. (1 Corinzi 1:22-25)

Dio può scacciare dal nostro cuore l’indifferenza, l’orgoglio, la malvagità, e riempirlo di amore, di pace, di umiltà, di benevolenza. Solo Dio può farci conoscere che cosa è veramente la vita, una vita ricca di relazioni profonde, calorose, ma soprattutto una vita di fede, di fiducia nel suo amore che non finisce mai. La relazione del credente con Dio è caratterizzata dalla gratitudine, dall’amore, dalla libertà. La sua fede è una libera risposta alla Sua chiamata. Non è un salto nel vuoto, ma un apertura alla rivelazione che Dio fa di Se stesso.

E’ un incontro, un dialogo, una comunione vissuta nella fiducia. Ecco ciò che Dio si aspetta anche da te.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

cancella il moduloInvia