Spesso Gesù ha parlato di se stesso in termini assoluti:

Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: Prima che Abrahamo fosse nato, io sono». (Giovanni 8:58)

“Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà più fame e chi crede in me non avrà mai più sete”. (Giovanni 6:35)

“Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà” (Giovanni 11:25)

“Io e il Padre siamo uno” (Giovanni 10:30)

news_pasqua_2011Queste sono dichiarazione che potrebbero sorprendere, perché Gesù era di un’umiltà ineguagliabile e di un equilibrio assoluto. La sua purezza morale era perfetta. Ha affermato di essere senza peccato davanti a quelli che lo odiavano, e nessuno ha potuto contraddirlo. I suoi amici, come pure alcuni nemici, hanno testimoniato della sua perfezione.

A questo infatti siete stati chiamati, perché Cristo ha sofferto per noi, lasciandoci un esempio, affinché seguitate le sue orme. «Egli non commise alcun peccato e non fu trovato alcun inganno nella sua bocca».  Oltraggiato, non rispondeva con oltraggi; soffrendo, non minacciava, ma si rimetteva nelle mani di colui che giudica giustamente. (1 Pietro 2:21-23)

Gesù è il Figlio unico di Dio ed è “uno” con Lui; quindi ha diritto di ricevere gli stessi onori. Facendosi vedere dai suoi dopo la risurrezione, li ha convinti che era vivente in eterno. Infine, mandando lo Spirito Santo, ha dimostrato di essere glorificato alla destra di Dio.

Anche noi dunque, essendo circondati da un così gran numero di testimoni, deposto ogni peso e il peccato che ci sta sempre attorno allettandoci, corriamo con perseveranza la gara che ci è posta davanti, tenendo gli occhi su Gesù, autore e compitore della nostra fede, il quale, per la gioia che gli era posta davanti, soffrì la croce disprezzando il vituperio e si è posto a sedere alla destra del trono di Dio. (Ebrei 12:1-2)

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