Ma ora ne desiderano una migliore, cioè quella celeste; perciò Dio non si vergogna di essere chiamato il loro Dio, perché ha preparato loro una città. (Ebrei 11:16)

Una tenda eretta nel deserto, poi un tempio magnifico costruito a Gerusalemme; tali erano le dimore in cui Dio abitava in mezzo al suo popolo. Ma quella non era la sua “casa”: L’apostolo Paolo dirà che egli una luce inaccessibile.

Ti supplico alla presenza di Dio che dà vita a tutte le cose e di Cristo Gesù che, testimoniando davanti a Ponzio Pilato, rese una buona testimonianza di fede, di conservare questo comandamento senza macchia ed irreprensibile, fino all’apparizione del Signor nostro Gesù Cristo, che a suo tempo manifesterà il beato e unico sovrano, il Re dei re e il Signore dei signori, il solo che ha l’immortalità e abita una luce inaccessibile che nessun uomo ha mai visto né può vedere, al quale sia l’onore e il dominio eterno. Amen. (1 Timoteo 6:13-16)

Per designarla, Gesù usa un’altra espressione; la “casa del Padre mio”.

Nella casa del Padre mio ci sono molte dimore; se no, ve lo avrei detto; io vado a prepararvi un posto. (Giovanni 14:2)

Egli la conosce molto bene, perché è la sua dimora da sempre, Là Egli faceva le delizie del suo Dio ed era eternamente nella gioia davanti a Lui; e si rallegrava.

Quando egli fissava i cieli, io ero là; quando tracciava un cerchio sulla superficie dell’abisso, quando rendeva stabili i cieli di sopra, quando rafforzava le fonti dell’abisso, quando assegnava al mare il suo limite perché le acque non oltrepassassero il suo comando, quando stabiliva le fondamenta della terra, io ero presso di lui come un architetto, ero ogni giorno la sua delizia, rallegrandomi ogni momento davanti a lui; mi rallegravo nella parte abitabile del mondo e trovavo il mio diletto con i figli degli uomini. (Proverbi 8:27-31)

Vedeva già la terra abitata da uomini peccatori e perduti, ma che Egli avrebbe salvato e messo in grado di abitare nella casa del Padre. Ai suoi discepoli aveva detto: “io vado a prepararvi un posto”.

Che disegno meraviglioso! Esso va ben oltre a ciò che esprimeva un tempo Anna, madre del profeta Samuele.

Egli solleva il misero dalla polvere e tira fuori il povero dal letame, per farli sedere con i principi e far loro ereditare un trono di gloria; poiché le colonne della terra appartengono all’Eterno, e su di esse egli ha poggiato il mondo. (1 Samuele 2:8)

E’ la casa del Dio beato, in cui tutte le sue caratteristiche di pace, amore, santità verranno gustate. Il Padre ama il Figlio che, da parte sua, l’ha perfettamente glorificato; il Figlio ama il Padre, e i riscattati sono amati dal Padre e dal Figlio e cantano un cantico nuovo a loro lode.

Nella casa del Padre c’è un posto riservato anche per te. Accetterai di occuparlo?