Eliminare la causa

Chi copre le sue trasgressioni non prospererà, ma chi le confessa e le abbandona otterrà misericordia. (Proverbi 28:13)

Uno scrittore racconta: “Mio padre era medico e non mancava di carattere. A una sua paziente che si lamentava di avere mal di stomaco ogni volta che mangiava del rabarbaro, prescrisse semplicemente di non mangiarne più.

Non c’è da stupirsi che l’abbia persa come paziente! Quella signora voleva una ricetta, ma rifiutava di abbandonare la causa del suo male.

Questo aneddoto illustra un nostro atteggiamento frequente riguardo alle nostre colpe. Non vogliamo abbandonare le cause dei nostri mali, ma vorremmo non sopportare le conseguenze.

Se soffriamo perché non siamo in buoni rapporti con un nostro congiunto, invece di rimetterci in causa, di ricercare quello che da parte nostra, ha potuto produrre questa situazione, attribuiamo all’altro tutte le colpe.

Ovvero disprezzi le ricchezze della sua benignità, della sua pazienza e longanimità, non conoscendo che la bontà di Dio ti spinge al ravvedimento? (Romani 2:4)

La Bibbia ci parla di una sola via possibile per essere guariti dal male morale che abita in noi: quella del pentimento. Pentirsi significa essere d’accordo con la diagnosi di Dio su nostro stato morale.

Che dunque? Abbiamo noi qualche superiorità? Niente affatto! Abbiamo infatti dimostrato precedentemente che tanto Giudei che Greci sono tutti sotto peccato, come sta scritto: «Non c’è alcun giusto, neppure uno. (Romani 3:9-10)

Pentirsi è riconoscere con umiliazione che non abbiamo fatto quello che sapevamo essere bene e che così abbiamo offeso Dio. Allora la nostra unica risorsa è rimetterci alla grazia di Dio che perdona e giustifica, appena accettiamo Cristo come nostro Salvatore.

E’ l’inizio di una via nuova, quella in cui s’impara a giudicare se stessi invece di accusare gli altri, e a ricevere l’aiuto del Signore Gesù per vivere e piacergli.

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