Questa espressione del linguaggio corrente esprime la voglia che tutti abbiamo di soddisfare i nostri desideri personali. Essa esprime in pratica l’aspirazione a vivere per se stessi, spesso in modo egoista e orgoglioso. Invece, la Bibbia presenta l’esempio di Gesù Cristo che non compiacque se stesso.

Ciascuno di noi compiaccia al prossimo nel bene, per l’edificazione, poiché anche Cristo non ha compiaciuto a se stesso, ma come sta scritto: «Gli oltraggi di coloro che ti oltraggiano sono caduti su di me». (Romani 15:2-3)

Già entrando nel mondo, disse:

Perciò, entrando nel mondo, egli dice: «Tu non hai voluto né sacrificio né offerta, ma mi hai preparato un corpo; tu non hai gradito né olocausti né sacrifici per il peccato. Allora io ho detto: “Ecco, io vengo; nel rotolo del libro è scritto di me; io vengo per fare, o Dio, la tua volontà”». (Ebrei 10:5-7)

Il suo desidero era di piacere costantemente a Dio suo Padre, e poteva dire:

E colui che mi ha mandato è con me; il Padre non mi ha lasciato solo, perché faccio continuamente le cose che gli piacciono. (Giovanni 8:29)

Di fronte agli uomini che era venuto a servire, è anche stato un perfetto modello di sacrificio, facendo loro tutto il bene possibile malgrado gli scherni e l’odio. Il credente che ha ricevuto per fede il perdono di Dio e la vita eterna, non è più incentrato su se stesso. Con il cuore stretto dall’amore di Cristo, ha il desiderio di vivere non più per se stesso ma per colui che è morto e risuscitato per lui.

Poiché l’amore di Cristo ci costringe, essendo giunti alla conclusione che, se uno è morto per tutti, dunque tutti sono morti; e che egli è morto per tutti, affinché quelli che vivono, non vivano più d’ora in avanti per sé stessi, ma per colui che è morto ed è risuscitato per loro. (2 Corinzi 5:14-15)

Il suo vero piacere consiste nel ricercare la volontà di Dio. Egli vuole seguire l’esempio del Signore Gesù, pensando agli altri e desiderando il loro bene.

Perciò anche noi, dal giorno in cui abbiamo sentito questo, non cessiamo di pregare per voi e di chiedere che siate ripieni della conoscenza della sua volontà, in ogni sapienza ed intelligenza spirituale, perché camminiate in modo degno del Signore, per piacergli in ogni cosa, portando frutto in ogni opera buona e crescendo nella conoscenza di Dio, fortificati con ogni forza, secondo la sua gloriosa potenza, per ogni perseveranza e pazienza, con gioia, rendendo grazie a Dio e Padre, che ci ha fatti degni di partecipare alla sorte dei santi nella luce. (Colossesi 1:9-12)

Se apparteniamo al Signore, desideriamo certamente partecipare all’opera d’amore che Egli ci affida verso il nostro prossimo. Chiediamogli di insegnarci a fare sempre ciò che gli piace.

Insegnami a fare la tua volontà, perché tu sei il mio DIO; il tuo buon Spirito mi guidi in terra piana. (Salmi 143:10)