Or nell’ultimo giorno, il grande giorno della festa, Gesù si alzò in piedi ed esclamò dicendo: «Se qualcuno ha sete, venga a me e beva. (Giovanni 7:37)

Paolo, Giacomo e Federico avevano inforcato le loro biciclette fin dal mattino per una lunga escursione nel Giura. Sotto il sole cocente di quel fine Luglio, erano tutti assettati e le loro borracce ormai vuote. Ma ecco un villaggio! Troveranno certamente una fontana pubblica a cui dissetarsi e rifare provvista di acqua fresca. Ahimè, la prima fontana che essi incontrarono è dissecata, l’acqua della seconda non è potabile.

2dbe9_3413Ma un abitante ha osservato dal suo giardino la delusione dei nostri amici. Dà loro dell’acqua fresca e qualche indicazione sull’itinerario da seguire.

Questo episodio ci fa pensare ad un’altra sete molto più intensa di quella di quei giovani ciclisti, come pure all’assenza di fontane per estinguerla. Quante persone provano un profondo bisogno di certezze, di consolazione, d’incoraggiamento, d’amore, di speranza e di pace!

Quali risposte possono trovare alle fontane di questo mondo? I leader dei partiti, i filosofi, i guru, o le star cinematografiche, sono completamente incapaci di rispondere a queste attese! Vi è una sola risposta a questi bisogni, una sola sorgente, una solo acqua che possa veramente dissetare, il Signore Gesù la propone a quella donna che incontra vicino al pozzo.

Gesù rispose e le disse: «Chiunque beve di quest’acqua, avrà ancora sete, ma chi beve dell’acqua che io gli darò non avrà mai più sete in eterno; ma l’acqua che io gli darò diventerà in lui una fonte d’acqua che zampilla in vita eterna». (Giovanni 4:13-14)

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