Gesù il grande capitano

Egli riduce la tempesta a un mormorio e le sue onde son fatte tacere. Al loro acquetarsi essi si rallegrano, ed egli li conduce al porto da loro desiderato. (Salmi 107:29-30)

Un poeta inglese ha scritto: “Sono il padrone del mio destino, sono il capitano della mia anima”. Ecco qualcuno dotato di un carattere forte direte. L’avvenire sulla terra e l’aldilà non gli fanno paura. E’ il solo comandante a bordo. Eppure, quando, qualche tempo dopo quello scrittore perse la sua bambina di sei anni, fu profondamente abbattuto. E quando lui stesso si avvicinò al termine della sua vita, cadde in preda alla disperazione.

Povero padrone del proprio destino, incapace di garantirsi il minuto che segue. I suoi giorni se ne vanno, trascinati come da un torrente, di cui non è neppure  in grado di rallentarne la corsa. Pretende di essere il “capitano della propria anima”, ma prova a domandargli su quale spiaggia getterà l’ancora? Ti risponderà, molto probabilmente, che questo non lo sa.

Che lo voglia o no, non potrà certo impedire alla propria anima di comparire dinanzi a Dio. E alla Sua presenza dovrà rispondere a questa domanda: “Che cosa ne hai fatto del sacrificio del mio Figliuolo?” Impossibile sfuggire alla domanda davanti alla giustizia divina.

Prima di giudicarlo, Dio ha amato il colpevole. Ha fatto tutto ciò che era necessario per salvarlo, non gli chiedeva altro che di crederGli. Se l’uomo rifiuta, ne porterà infallibilmente da solo, la pena. L’amore divino è stato senza limiti, la giustizia si eserciterà senza cedimenti!

Affida il timone della tua vita a Gesù, il grande capitano. Lui solo può raddrizzare la barca e tenerla con mano sicura.

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