Godere della vita

Poi mi volsi a considerare tutte le opere che le mie mani avevano fatto, e la fatica che avevo impiegato a compierle; ed ecco tutto era vanità e un cercare di afferrare il vento; non c’era alcun vantaggio sotto il sole. (Ecclesiaste 2:11)

Il re Salomone non fu solo un uomo molto saggio, ma anche un uomo benedetto con ricchezze inimmaginabili, colui che ebbe il privilegio di costruire Tempio di Dio. Nella ricerca di questa soddisfazione profonda, Salomone si dedicò ad ogni genere di attività.

Ecclesiaste ci dice che si donò ai piaceri del mondo, interessandosi anche ad attività che sapeva essere delle pazzie, per vedere se in esse c’era qualche valore. Ma la soddisfazione che Salomone cercava, lo schiavizzò e arrivò alla conclusione che l’autoindulgenza non aveva nessun valore.

Per avere soddisfazione il re prova un’altra cosa, la realizzazione personale, iniziò grandi progetti, come la costruzione di case per se stesso, la miglioria dell’aspetto del suo giardino e parco, terminò un vasto progetto di irrigazione.

Il re aveva tutto il necessario per godere della vita, però alla fine arrivò alla conclusione che niente di quelle cose aveva senso. Questa storia ci risulta familiare, vero?

Molti in questo non sono contenti della vita. La nostra cultura persegue il piacere e non accetta limiti, e purtroppo questa mancanza di moderazione ha rovinato molte persone.

Salomone aveva la saggezza e le risorse per raggiungere tutto quello che voleva fare; arrivò però alla conclusione che la cosa migliore è ubbidire a Dio. La vera gioia la otteniamo quando ci sottomettiamo alla Sua volontà.

E tu, ti senti soddisfatto?

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