Henri Heine, scrittore incredulo fra i più notori del XIX secolo, diceva ad un suo amico, durante la malattia che lo ha portato alla morte:

“Amico mio, mi creda, è Henri Heine che glielo dice, dopo avervi riflettuto per molti anni e dopo avere esaminato e sondato con attenzione ciò che è stato detto e scritto su questo soggetto in tutte le nazioni, lo creda, sono giunto alla conclusione che vi è un Dio che giudica le nostre azioni; che la nostra anima è immortale e che dopo questa vita ce n’è un’altra.

2yvrw2cSi, ecco ciò che le dichiara Henri Heine, che ha sovente rinnegato lo Spirito Santo. Se mai lei avesse dubitato di queste grandi verità, respinga lontano da lei ogni dubbio al riguardo e impari dal mio esempio che la fede pura e semplice nella misericordia del Signore è la sola cosa che possa far sopportare senza lamenti né mormorii le più atroci sofferenze”.

Profondamento commosso nell’udire queste parole, prosegue l’amico, afferrai con grande emozione la sua mano paralizzata, poi Heine aggiunse:

“Vi sono degli insensati, che dopo aver trascorso tutta la loro vita nell’incredulità e nell’errore, e aver rinnegato Dio con le loro parole e le loro azioni, non hanno il coraggio di ammettere che si erano completamente sbagliati.

Quanto a me, provo il bisogno di dichiarare che è stato un errore maledetto che mi ha per lungo tempo accecato. Ora solamente vedo chiaro…

Se pronuncio queste parole, non pensi minimamente che le mie facoltà intellettuali siano in qualche modo indebolite; poiché mai il mio spirito è stato più lucido che in questo momento”.

Infatti da voi la parola del Signore ha echeggiato non soltanto nella Macedonia e nell’Acaia, ma anzi la fama della fede che avete in Dio si è sparsa in ogni luogo, di modo che non abbiamo bisogno di parlarne; perché essi stessi raccontano quale sia stata la nostra venuta fra voi, e come vi siete convertiti dagl’idoli a Dio per servire il Dio vivente e vero, e per aspettare dai cieli il Figlio suo che egli ha risuscitato dai morti; cioè, Gesù che ci libera dall’ira imminente. (1 Tessalonicesi 1:8-10)

Certo, credere all’esistenza di Dio, alla sua misericordia e all’importanza della fede è il primo passo verso la salvezza; ma solo Dio sa se il grande filosofo ateo ha accettato, prima di comparire davanti a Lui, la salvezza in Cristo che Egli offre ad ogni peccatore pentito.

Se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi, e la verità non è in noi. (1 Giovanni 1:8)

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