Ho messo al mondo un bambino che circondo di cure. Se di notte piange, mi alzo e lo calmo cullandolo teneramente. Resto accanto a lui finché non si riaddormenti, dimenticando la fatica.

Quando è malato lo porto dal medico e lo curo con amore. Soffro a vederlo soffrire; se fosse possibile, vorrei essere malata io al suo posto! Ora che fa i primi passi tengo ben stretta la sua manina perché non debba cadere.

mamma-con-bimboCammino con pazienza al ritmo delle sue gambette, e mi sforzo di rispondere alle sue domande infantili mettendomi al suo livello……

Adesso… ho ottant’anni. Sono vedova e perdo la memoria. Mio figlio si infastidisce se gli faccio più volte la stessa domanda. A passeggio, rallento tutti; non posso più camminare senza bastone, e bisogna che qualcuno mi tenga a braccetto.

Devo anche insistere con mio figlio per farmi accompagnare a certi appuntamenti, e ciò mi costa caro perché so che è molto impegnato con il suo lavoro.

Io che ero sempre tanto occupata, mi ritrovo a trascorrere delle giornate interminabili. I miei nipotini mi deridono un po’: “Oh, la nonna ripete sempre le stesse cose, è vecchia…

Ma se una vedova ha figli o nipoti, imparino essi per primi a fare il loro dovere verso la propria famiglia e a rendere il contraccambio ai loro genitori, perché questo è gradito davanti a Dio. (1 Timoteo 23:22)

Queste situazioni le conosciamo bene. E’ il Creatore che ha messo nel cuore delle madri quella naturale tenerezza che fa loro sopportare tante fatiche tanti affanni per amore dei figli.

Ed è anche Dio che ci ordina di rendere ai nostri genitori le cure che hanno avuto per noi. E’ un dovere, un ricambiare l’amore che abbiamo ricevuto, una giusta ricompensa che per Dio ha un grande valore.

Dà retta a tuo padre che ti ha generato, e non disprezzare tua madre quando sarà vecchia. (Proverbi 23:22)

 

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