I primi cristiani ci sembrano monumenti della fede. Essi amavano il Signore e si amavano l’un l’altro. Trascuravano i loro interessi personali e mettevano a disposizione i loro beni e la loro stessa vita per amore del Vangelo.

Essi rifiutarono di adeguarsi al sistema di questo mondo, eppure raggiunsero con il messaggio del Vangelo le persone del mondo intero. Molti di loro furono condannati al martirio.

golgota2Villaggi, città, province vennero scosse dalla loro coraggiosa testimonianza. Alcuni di loro furono addirittura accusati di avere “messo sottosopra il mondo”!

Ma, non avendoli trovati, trascinarono Giasone e alcuni dei fratelli davanti ai capi della città, gridando: «Quelli che hanno messo sottosopra il mondo sono venuti anche qua, e Giasone li ha accolti; tutti costoro agiscono contro gli statuti di Cesare, dicendo che c’è un altro re, cioè Gesù». (Atti 17:6-7)

In realtà si trattava di una falsa accusa; il mondo era già sottosopra, ed essi dicevano soltanto alla gente come fare per rimetterlo in piedi.

Già da allora iniziarono a dimostrare che il vero cristianesimo non è una religione da preferire alle altre, ma è la potenza di Dio che cambia la vita. Quando consideriamo la fede dei cristiani del primo secolo, il loro entusiasmo, il coraggio e l’energia della testimonianza di Cristo, ci sembra che sia difficile per noi diventare come loro.

Cerchiamo almeno, in questi tempi difficili e noi luoghi dove Dio ci ha messi, di essere dei cristiani attivi e volenterosi, che amano il Signore e si impegnano a farlo conoscere ad altri.

Ed ora, Signore, considera le loro minacce e concedi ai tuoi servi di annunziare la tua parola con ogni franchezza, stendendo la tua mano per guarire e perché si compiano segni e prodigi nel nome del tuo santo Figlio Gesù”. (Atti 4:29-30)

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