Come possiamo essere sicuri che il sacrificio di Cristo abbia raggiunto lo scopo, cioè quello di fare in modo che gli uomini peccatori che credono in Lui scampino alla “morte eterna”? Per la verità, se Cristo fosse soltanto morto, come muoiono molti in nome di un ideale, e non fosse risorto, lo scopo non sarebbe stato raggiunto.

Il ricordo e l’esempio della sua vita terrena, perfetta sotto ogni aspetto, non ci sarebbero di alcuna utilità perché nessuno riuscirebbe mai ad imitarlo, e ognuno rimarrebbe col peso dei propri peccati e quindi condannato.

empty-tombDifatti, se i morti non risuscitano, neppure Cristo è stato risuscitato; e se Cristo non è stato risuscitato, vana è la vostra fede; voi siete ancora nei vostri peccati. (1 Corinzi 15:17)

Gesù Cristo, nostro Signore, è stato dato a causa delle nostre offese ed è stato risuscitato per la nostra giustificazione.

Or non per lui soltanto sta scritto che questo gli fu messo in conto come giustizia, ma anche per noi, ai quali sarà pure messo in conto; per noi che crediamo in colui che ha risuscitato dai morti Gesù, nostro Signore, il quale è stato dato a causa delle nostre offese ed è stato risuscitato per la nostra giustificazione. (Romani 4:25)

Ciò che dà sicurezza e tranquillità ai credenti è la vittoria del Signore Gesù sulla morte e la sua glorificazione alla destra di Dio.

Chi accuserà gli eletti di Dio? Dio è colui che li giustifica. Chi li condannerà? Cristo Gesù è colui che è morto e, ancor più, è risuscitato, è alla destra di Dio e anche intercede per noi. (Romani:33-34)

Egli si è fatto “ubbidiente fino alla morte, e alla morte della croce”.

Abbiate in voi lo stesso sentimento che è stato anche in Cristo Gesù, il quale, pur essendo in forma di Dio, non considerò l’essere uguale a Dio qualcosa a cui aggrapparsi gelosamente, ma spogliò se stesso, prendendo forma di servo, divenendo simile agli uomini; trovato esteriormente come un uomo, umiliò se stesso, facendosi ubbidiente fino alla morte, e alla morte di croce. Perciò Dio lo ha sovranamente innalzato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni nome, affinché nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio nei cieli, sulla terra, e sotto terra, e ogni lingua confessi che Gesù Cristo è il Signore, alla gloria di Dio Padre. (Filippesi 2:5-11)

Dio ha così dimostrato di avere pienamente gradito l’opera del Suo Figlio; le sue sante, giuste e inderogabili esigenze sono state completamente soddisfatte. L’opera del Signore è stata perfetta, completa e definitiva.

Per mezzo di Gesù, dunque, offriamo continuamente a Dio un sacrificio di lode: cioè, il frutto di labbra che confessano il suo nome. (Ebrei 13:15)

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