Idolatria

Idoli antichi e Idoli moderni

Poiché dunque non vedeste alcuna figura il giorno che l’Eterno vi parlò in Horeb dal mezzo del fuoco, vegliate diligentemente sulle anime vostre, perché non vi corrompiate e vi facciate qualche immagine scolpita, nella forma di qualche figura: la rappresentazione di un uomo o di una donna, la rappresentazione di un animale che è sulla terra, la rappresentazione di un uccello che vola nel cielo, la rappresentazione di ogni cosa che striscia sul suolo, la rappresentazione di un pesce che è nelle acque sotto la terra; perché alzando gli occhi al cielo e vedendo il sole, la luna, le stelle, tutto cioè l’esercito celeste, tu non sia attirato a prostrarti davanti a queste cose e a servirle, cose che l’Eterno, il tuo DIO, ha assegnato a tutti i popoli che sono sotto tutti i cieli; ma l’Eterno ha preso voi e vi ha fatto uscire dalla fornace di ferro, dall’Egitto, per essere suo popolo, sua eredità, come siete oggi. (Deuteronomio 4:15-20)

I popoli primitivi rappresentavano spesso le loro divinità con idoli costituiti da statue, fatte di legno, di pietra o di metallo. Se ne trovano ancora oggi in molti paesi e religioni…

Il falegname stende il regolo, disegna l’idolo con la matita, lo lavora con lo scalpello, lo misura col compasso e ne fa una figura umana, una bella forma di uomo, perché rimanga in una casa. Egli taglia per sé dei cedri, prende un cipresso o una quercia che lascia crescere vigorosi fra gli alberi della foresta; egli pianta un frassino che la pioggia fa crescere.

Questo serve all’uomo per bruciare; egli ne prende una parte per riscaldarsi e accende il fuoco per cuocere il pane; ne fa pure un dio e l’adora, ne fa un’immagine scolpita, davanti alla quale si prostra. Ne brucia la metà nel fuoco, con l’altra metà prepara la carne, ne cuoce l’arrosto e si sazia. Si riscalda pure e dice: «Ah, mi riscaldo, mi godo il fuoco». Con il resto di esso fabbrica un dio, la sua immagine scolpita, gli si prostra davanti, lo adora, lo prega e gli dice: «Salvami, perché tu sei il mio dio».

Non sanno e non comprendono nulla, perché hanno impiastrato i loro occhi affinché non vedano, e i loro cuori perché non comprendano. Nessuno rientra in se stesso né ha conoscenza e intendimento per dire: «Ne ho bruciato una parte nel fuoco, sì, sulle sue braci ho fatto cuocere il pane, ho arrostito la carne e l’ho mangiata. Farò col resto un’abominazione e mi prostrerò davanti a un pezzo di legno?». (Isaia 44:13-19)

Questi idoli, serviti con timore e superstizione, distolgono gli uomini dal solo vero Dio. La Bibbia condanna severamente l’idolatria. Per convincere l’uomo ad abbandonare pratiche ingannevoli, esorta a riflettere e ad usare il semplice buon senso che Dio gli ha dato.

A chi mi vorreste assomigliare e uguagliare, a chi mi vorreste paragonare quasi fossimo simili? Costoro profondono l’oro dalla borsa e pesano l’argento con la bilancia, pagano un orefice perché ne faccia un dio; poi gli si prostrano davanti e l’adorano. Se lo caricano sulle spalle e lo portano, lo mettono al suo posto e là rimane; dal suo posto non si muove più. Anche se uno grida a lui, non risponde né lo salva dalla sua sventura. Ricordate questo e mostratevi uomini! Richiamatelo alla mente, o trasgressori. (Isaia 46:5-8)

Ma l’uomo “civile”, che immagine si fa di Dio?

In fondo, anche chi dice di essere ateo in qualche modo si raffigura Dio, o come il nulla o come materia. Certuni dicono: “Non credo in un Dio personale, ma credo in una grande forza spirituale”.

Un altro dirà: “Credo che noi tutti siamo le parti di un grande Essere che si muove e lavora attraverso tutti noi”.

Così paragona Dio a qualcosa di vago, un’influenza cosmica che si diffonde e agisce dappertutto. Anche chi la pensa così ha il suo idolo che gli impedisce di andare al solo Dio, al Dio vivente.

Se accettiamo una falsa idea di Dio, siamo in qualche modo toccati dall’idolatria. Leggiamo piuttosto la Bibbia che ha trasformato tante vite! Il vero Dio si fa conoscere tramite la sua Parola scritta nella Bibbia e si è rivelato nella sua perfezione e grandezza morale per mezzo di Gesù Cristo.

Chiunque crede che Gesù è il Cristo, è nato da Dio; e chiunque ama colui che lo ha generato, ama anche chi è stato generato da lui. Da questo sappiamo di amare i figli di Dio: quando amiamo Dio e osserviamo i suoi comandamenti. Questo infatti è l’amore di Dio: che noi osserviamo i suoi comandamenti; e i suoi comandamenti non sono gravosi. Poiché tutto quello che è nato da Dio vince il mondo; e questa è la vittoria che ha vinto il mondo: la nostra fede.

Chi è che vince il mondo, se non colui che crede che Gesù è il Figlio di Dio? Questi è colui che è venuto con acqua e sangue, cioè, Gesù Cristo; non con acqua soltanto, ma con acqua e con sangue. E lo Spirito è colui che ne rende testimonianza, perché lo Spirito è la verità. Poiché tre sono quelli che rendono testimonianza nel cielo: il Padre, la Parola e lo Spirito Santo; e questi tre sono uno. Tre ancora sono quelli che rendono testimonianza sulla terra: lo Spirito, l’acqua e il sangue; e questi tre sono d’accordo come uno.

Se noi accettiamo la testimonianza degli uomini, la testimonianza di Dio è ancora più grande, poiché questa è la testimonianza di Dio che egli ha dato circa il suo Figlio. Chi crede nel Figlio di Dio ha questa testimonianza in sé; chi non crede a Dio, lo ha fatto bugiardo, perché non ha creduto alla testimonianza che Dio ha reso circa suo Figlio. E la testimonianza è questa: Dio ci ha dato la vita eterna, e questa vita è nel suo Figlio. Chi ha il Figlio, ha la vita; chi non ha il Figlio di Dio, non ha la vita. (1Giovanni 5:1-12)

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