Il Padre celeste ama i suoi figli, non a causa dei loro meriti ma perché lui è amore. Lo ha provato quando ha dato il suo Figlio unico per togliere il peccato del mondo.

Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore. (1 Giovanni 4:8)

L’ira del Dio giusto e santo ha colpito il Signore Gesù quando ha subito la punizione che i nostri peccati meritavano. Da quel momento il pieno perdono può esserci accordato e siamo giusti davanti a Dio, se abbiamo fede il lui.

Egli ci accetta, non a causa dei nostri sforzi, ma in base alla giustizia definitiva che Egli ci conferisce, in risposta alla nostra fede. Dio ci accetta senza condizioni, tale quali siamo; non si aspetta nulla da noi se non la nostra piena fiducia.

luceMa quando la bontà di Dio, nostro Salvatore, e il suo amore per gli uomini sono stati manifestati, egli ci ha salvati non per opere giuste da noi compiute, ma per la sua misericordia, mediante il bagno della rigenerazione e del rinnovamento dello Spirito Santo, che egli ha sparso abbondantemente su di noi per mezzo di Cristo Gesù, nostro Salvatore, affinché, giustificati dalla sua grazia, diventassimo, in speranza, eredi della vita eterna. (Tito 3:4-7)

Che nessuno intrattenga nella sua mente l’immagine di un Dio indifferente, lontano e tirannico. Gesù si fa portavoce delle intenzioni divine.

Gesù gli disse: «Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. (Giovanni 14:6)

Tutto quello che il Padre mi dà verrà a me; e colui che viene a me, io non lo caccerò fuori, perché io sono disceso dal cielo, non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato. (Giovanni 6:37-38)

E io ho fatto loro conoscere il tuo nome e lo farò conoscere ancora, affinché l’amore, del quale tu mi hai amato, sia in loro e io in loro». (Giovanni 17:26)

Le disposizioni di Dio sono quelle di un Padre, con le braccia aperte per accogliere il figlio che si pente e che abbandona il suo cammino d’indipendenza volgendosi verso di Lui. Serbereste ancora della diffidenza dopo una tale accoglienza?

Ma nel cuore di Dio vi è molto più che i pensieri di aver cura e di proteggere le sue creature; vi é il progetto di benedire gli uomini salvati facendo di loro i suoi figli e le sue figlie, radunati in una grande famiglia, attorno al Signore Gesù, il suo Figlio diletto.

Vedete quale amore ci ha manifestato il Padre, dandoci di essere chiamati figli di Dio! (1 Giovanni 3:1)

bible1Dio non ti offre solamente la possibilità di intrattenere una relazione personale, intima, con Lui, ma anche di vivere felice, sentendo ed apprezzando l’affetto che si trova solo in una vera famiglia.

DIO fa abitare il solitario in una famiglia, libera i prigionieri e dà loro prosperità; ma i ribelli dimorano in terra riarsa. (Salmi 68:6)

In essa non si entra grazie ad una personalità religiosa, ma con un cuore ed uno spirito nuovi. Solamente la fede introduce nei privilegi di questa famiglia, in cui ciascuno:

  • è iscritto per l’eternità nello “stato civile del cielo”, perché ha creduto in   Gesù Cristo;
  • vive in una relazione affettiva di figlio con un Padre conosciuto e amato;
  • ha una posizione inalienabile di figlio, ammesso nel segreto dei progetti del Padre rivalti nella Bibbia, la Parola di Dio;
  • ha dei diritti di erede, coerede di Cristo nella gloria futura del cielo;
  • ha un posto preparato nella casa del Padre, dimora di pace e di amore;
  • vive attivamente il legame che lo unisce a tutti gli altri.

Vi do un nuovo comandamento: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato, anche voi amatevi gli uni gli altri. (Giovanni 13:34)

In questa famiglia, la responsabilità dei figli è di riprodurre i caratteri del Padre, santità, luce e amore, aspettando il ritorno del Signore Gesù Cristo.

Non accontentarti di rimanere a guardare da lontano questa realtà: queste ricchezze sono alla tua portata.

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