Il perdono di Dio

Tu hai perdonato l’iniquità del tuo popolo e hai coperto tutti i loro peccati. Tu hai allontanato tutto il tuo sdegno e hai messo da parte la tua ardente ira. Ristoraci, o DIO della nostra salvezza, e fa’ cessare la tua indignazione contro di noi. Rimarrai tu adirato con noi per sempre? Prolungherai la tua ira per ogni età? Non ci darai nuovamente la vita, affinché il tuo popolo possa rallegrarsi in te? Mostraci, o Eterno, la tua benignità e donaci la tua salvezza. Io ascolterò ciò che Dio, l’Eterno, dirà; certo egli parlerà di pace al suo popolo e ai suoi santi, ma non permetterà che essi ritornino a vivere da stolti. Certo la sua salvezza è vicina a quelli che lo temono, perché la sua gloria possa abitare nel nostro paese. La benignità e la verità si sono incontrate; la giustizia e la pace si sono baciate. (Salmi 85:2 -10)

Nel Salmo 85 è parlato del perdono che Dio concederà al suo popolo Israele quando, dopo le ultime terribili prove (la grande tribolazione), che si aggiungeranno a quelle sopportate nel corso dei secoli, riconoscerà finalmente Gesù Cristo come suo Messia e Re.

I Giudei fedeli che si esprimono in questo Salmo non dubitano della sua bontà, ma sentono nello stesso tempo il peso della giusta ira di Dio contro il suo popolo colpevole.

Dio è buono. Come può non perdonare? Ma è anche santo, giusto e vero. Come può passare sul peccato senza giudicarlo? Bontà e verità, giustizia e pace, questi caratteri divini, inconciliabili a vista umana, si sono tuttavia integrati.

Alla croce di Cristo il peccato ha ricevuto la giusta condanna e la giustizia di Dio è stata soddisfatta; così la grazia di Dio può avere libero corso. Che gloriosa armonia!

Or la legge intervenne affinché la trasgressione abbondasse; ma dove il peccato è abbondato, la grazia è sovrabbondata, affinché come il peccato ha regnato nella morte, così anche la grazia regni per la giustizia a vita eterna per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore. (Romani 5:20-21)

Non sono pochi quelli che, pur conoscendo l’opera della croce di Cristo si fanno di Dio un’idea falsa. Vedendo in lui un giudice severo che fa soffrire la sua creatura, oppure un “Dio buono”, indulgente verso i peccati e che si accontenta delle buone intenzioni e degli sforzi per fare il bene.

Pensieri fatali! E’ alla croce che impariamo a conoscerlo. La difficoltà sta nel fatto che, a questo Evangelo, così semplice e chiaro, mescoliamo i nostri pensieri e ci facciamo su Dio delle idee tutte più o meno in contraddizione con le Sacre Scritture.

Ripuliamo la nostra mente dai concetti errati; mettiamoci umilmente davanti a Dio per ascoltare il suo pensiero. Capiremo che, se crediamo nel Signore Gesù, Dio che è un Dio d’amore, ci perdonerà i peccati, pur rimanendo un Dio perfettamente giusto!

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