Salvezza

Il più grande amore

Nessuno ha amore più grande di questo: dare la propria vita per i suoi amici. (Giovanni 15:13)

Molti anni fa, in un villaggio della Scozia, una donna appoggiò il suo bimbo, ben avvolto in una coperta, su un mucchio di fieno nella campagna dove stava lavorando. All’improvviso, un’enorme ombra passò sopra i lavoratori e, prima che qualcuno potesse ostacolarla, una gigantesca aquila afferrò con gli artigli il piccolo con tutta la coperta.

Non si ebbe neppure il tempo di intervenire che la potente regina degli uccelli si alzò con la stessa rapidità con cui era scesa, e salì fino a scomparire dalla vista nella cuspide della montagna.

Un robusto marinaio si offrì di scalare la montagna dove l’aquila aveva il suo nido, ma dopo aver tentato, si diede per vinto e se ne ritornò. Poi ci provò un boscaiolo, ma le forze gli vennero meno e pure lui se ne tornò frustrato.

La povera donna aveva messo tutte le sue speranze nei due uomini, ma questi non poterono fare niente. Non dandosi pace, tentò la sua ultima possibilità: provarci personalmente. Tentarono in tutti i modi di dissuaderla dalla pericolosissima impresa, ma lei, risoluta, decise di rischiare il tutto per tutto pur di salvare il suo figlioletto.

L’angosciata madre, presa dal terrore ma armata di coraggio, cominciò la penosa scalata della montagna e, nonostante l’intenso dolore che provocava la fatica, non si fermò fino a che non arrivò all’enorme nido dell’aquila. Liberò il prezioso fagotto, lo legò al petto e discese con lui fino a portarlo sano e salvo al suo villaggio.

Quale impareggiabile potere ebbe l’amore di quella madre verso il suo piccolo: mise a rischio la sua vita per la salvezza di suo figlio caduto preda dell’aquila.

Anche noi siamo caduti preda del peccato, ma il nostro Salvatore, Gesù Cristo, a differenza della madre di questa storia, non solo rischiò tutto per tentare di salvarci, ma giunse persino a donare la Sua vita pur di riuscirci.

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