Considerate Gesù, l’apostolo e il sommo sacerdote della nostra confessione. (Ebrei 3:1)

Un commentatore ha giustamente osservato che l’epistola agli Ebrei è la presentazione di un certo numero di glorie di Gesù Cristo, e contemporaneamente dell’interesse che il credente possiede nel considerare ciascuna di queste glorie.

sfondi_natura_102Fin dalle prime parole dell’epistole, Gesù ci è presentato come colui che ha fatto i mondi e che li sostiene: è la sua gloria di Creatore – e noi siamo delle creature mantenute in vita per mezzo di lui.

Nella stessa frase, poiché si tratta esattamente dalla stessa persona, è indicato come colui che ha fatto autonomamente la purificazione dei peccati – e noi siamo dei peccatori che hanno bisogno di questa purificazione.

Sempre nella stessa frase, Cristo è introdotto come colui per mezzo del quale Dio ci ha parlato, il suo Apostolo, in altre parole, il suo portavoce – e noi siamo coloro ai quali questo linguaggio celeste è rivolto.

Ma Egli non è solamente la Parola di Dio rivolta agli uomini, come il primo versetto del capitolo 3 di questo libro ci invita a considerare. Ma Gesù, il grande Apostolo è, contemporaneamente il nostro sommo sacerdote.

Si, abbiamo un rappresentante nel cielo, qualcuno che, essendo stato uomo sulla terra, comprende meglio di chiunque altro i nostri asservimenti, i nostri problemi, le nostre fatiche e le nostre lotte.

E il credente è altamente interessato in questa gloriosa funzione che il suo Signore ha presso a Dio nel cielo.

Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia, per ottenere misericordia e trovar grazia ed essere soccorsi al momento opportuno. (Ebrei 4:16)

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