Ho avuto una grande gioia nel Signore, perché finalmente avete rinnovato le vostre cure per me; ci pensavate sì, ma vi mancava l’opportunità. Non lo dico perché mi trovi nel bisogno, poiché io ho imparato ad accontentarmi dello stato in cui mi trovo. So vivere nella povertà e anche nell’abbondanza; in tutto e per tutto ho imparato a essere saziato e ad aver fame; a essere nell’abbondanza e nell’indigenza. Io posso ogni cosa in colui che mi fortifica. Tuttavia avete fatto bene a prender parte alla mia afflizione. (Filippesi 4:10-14)

Se qualcuno oggi si presentasse dicendo: “Io sono dotato del potere di fare ogni cosa”, sarebbe certamente trattato da insensato.

Eppure, molto tempo fa, l’apostolo Paolo, che non era certo un debole di spirito, affermava risolutamente: “io posso ogni cosa”. Su cosa si fondava dunque una simile dichiarazione? Su Dio, sorgente di ogni potere. Infatti Dio, creatore di tutte le cose, è Signore del cielo e della terra.

Ma l’apostolo avrebbe forse potuto calmare le onde del mare in burrasca o innalzarsi fino ai cieli? Certamente no.

E’ chiaro che quel valoroso soldato di Cristo non alludeva a tali fatti quando esclama. “Io posso ogni cosa”. Egli parlava dell’opera a cui si era dedicato, di quel potere che soltanto l’anima del riscattato può avere nel affrontare il male come il bene, l’odio come l’amore, l’insulto come la benevolenza, la povertà come l’abbondanza, la fame come la sazietà, in modo da essere contento in ogni circostanza.