Cosa avevano in comune Noè, Abramo, Isacco e Giacobbe?

Essi avevano un rapporto diretto con Dio, non avevano delegato nessuno a parlare con Dio per loro conto, ma comunicavano direttamente con lui. Inoltre Abramo, Isacco e Giacobbe passarono una buona parte della loro vita muovendosi da un posto all’altro e quindi non fermandosi per troppo tempo nello stesso posto, difficilmente si facevano influenzare dalle civiltà con le quali venivano in contatto. (Genesi capitoli 6-8), (Genesi capitoli 12-49)

Quand’è cambiato tutto questo?

Un radicale cambiamento deve essere avvenuto durante i 400 anni di permanenze in Egitto. I discendenti di Giacobbe si erano stabiliti in una nazione straniera per un lungo periodo, è quindi logico supporre che abbiano iniziato ad assimilare costumi, tradizioni e religione degli egiziani, affiancando alla fede nel Dio vivente dei loro padri, i riti e i culti dedicati ai dei egiziani.

che_significa_vangeloQuesta influenza è ben manifesta dopo l’Esodo, con la scelta di rinunciare ad avere un rapporto diretto con Dio (Esodo 20:18-21) e con la costruzione del vitello di metallo fuso che Mosè distrusse. (Esodo 32:1-29).

Evidentemente i riti dei sacerdoti egizi, per i loro dei, erano ormai radicanti profondamente nel popolo d’Israele. Infatti il Signore dovette stabilire dei sacerdoti per fare rispettare la Sua volontà ed istituire leggi che regolavano ogni aspetto della loro vita. Cosa che non aveva dovuto fare durante il periodo dei patriarchi.

Una volta entrati nella terra promessa, anziché scacciare i popoli che vi abitavano e distruggere i loro idoli, decisero di convivere e allearsi con loro, assorbendo costumi, tradizioni e religioni, copiando anche i loro sistemi di vita e di governo.

Infatti dopo la morte di Giosuè, la corruzione dilagava in Israele e così Dio dovette istituire dei Giudici (Giudici 2:10-23), ma con il tempo anche alcuni di questi giudici si fecero corrompere e così il popolo chiese di essere rappresentato ed amministrato da un re.

Il Signore li mise in guardia sulle conseguenze che questa scelta avrebbe prodotto, ma essi preferirono essere governati da uomini anziché da Dio (1 Samuele 8:1-20)

Infatti già a partire da Saul si manifestarono i primi sintomi devastanti di questa scelta, perché da qual momento in poi il popolo fu soggetto alla volontà, giusta o sbagliata, dei re che si sono susseguiti. Dopo Davide furono pochi i re che fecero la volontà di Dio e questo provocò la divisione del regno e poi la deportazione prima di Israele e poi di Giuda. (1 e 2 Samuele); (1 e 2 Re); (1 e 2 Cronache)

L’influenza delle civiltà con le quali Israele conviveva era così’ radicata nella loro vita quotidiana che nemmeno i profeti, mandati da Dio, riuscirono a riportarli a Dio. Raggiungendo il massimo degrado quando Manasse, re di Giuda, fece costruire altari e statue dedicate agli idoli, all’interno della casa di Dio. (2 Re 21:1-9)

Si potrebbe pensare che questi fatti e comportamenti riguardano solo la storia del popolo di Israele e che non hanno niente a che vedere con noi, ma non è così, perché la stessa cosa è successa e sta succedendo alla Chiesa (Apocalisse 1:4-22)

Gesù durante il suo soggiorno sulla terra non ha costituito né un luogo dove pregare e nemmeno una religione, anzi ha insegnato proprio il contrario (Giovanni 4:21-23). Ha condotto una vita itinerante, insegnando il vangelo da una città all’altra e quando salì in cielo, raccomandò ai discepoli di portare i suoi insegnamenti a tutti i popoli. (Matteo 28:19); (Marco 16:15).

La conversione è un atto che nasce dal profondo dello spirito, non può essere imposta da nessuno. Nel momento in cui accettiamo Cristo nel nostro cuore, diventa il nostro Salvatore, Giudice, Legislatore e Re (Isaia 33:22).

Da quel momento in poi sarà solo Lui a dirigere i passi della nostra vita e ad insegnarci ogni cosa attraverso l’azione dello Spirito Santo, fino a farci diventare forti nello spirito e istruiti attraverso la Sua Parola, in modo che possiamo iniziare il nostro viaggio itinerante per portare agli altri il Vangelo. (Matteo 28:16-20); (Marco 16:15-20); (Luca 24:44-49)

news_pasqua_2011E’ questo lo scopo di ogni credente fino a quando resta su questa terra, non è stato chiamato a costituire una chiesa, una denominazione oppure una dottrina.

La chiesa è già stata costituita da Cristo (Giovanni 3:29); (Apocalisse 19:7; 21:22; 22:17), non dobbiamo appartenere a nessuna religione, i nostri nomi sono scritti nel libro della vita e quindi apparteniamo già a Cristo (Filippesi 4:3); (Apocalisse 3:5; 13:8; 17:8; 20:15; 21:27).  Non dobbiamo seguire nessuna dottrina perché è Cristo stesso che attraverso lo Spirito Santo ci insegna e ci fa comprendere la Sua Parola (Marco 13:11); (Luca 12:12); (Giovanni 14:26; 16:13); (Atti 1:2; 1:8).

Non facciamoci ingannare dalle religioni perché non appartengono a Dio, ma agli uomini. Non perdiamoci in inutili conflitti dottrinali e di interpretazione, perché solo lo Spirito Santo può aprire il nostro cuore e la nostra mente alla Bibbia.

Non lasciamoci ingannare da leader che dicono di parlare per conto di Dio e ne vogliono prendere il posto, è proprio così che si manifesterà l’anticristo. Non dobbiamo dare credito a manifestazioni di entità spirituali che attraverso prodigi e apparizioni cercano di sedurci con insegnamenti che contrastano la Parola di Dio.

Non lasciamoci assorbire da questo sistema di società “civile” che cerca di inculcarci dei valori come il successo, il potere, la fama, il denaro, la posizione sociale, la carriera…, servono solo ad allontanarci dalla missione che Gesù ci ha affidato.

Non possiamo seguire gli insegnamenti e gli esempi di questo mondo e nello stesso tempo seguire Gesù, perché sono in netto contrasto (Matteo 6:24); (Luca 16:13).

Non costruiamo nel tempio del Signore, altari e idoli dedicati agli dei di questo mondo come fece il popolo di Israele.

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