I discendenti di Abramo vivevano in schiavitù in Egitto, non erano ancora una nazione, ma Dio non li aveva dimenticati. Soggiornarono per più di 400 anni in Egitto come era stato profetizzato ad Abramo circa 600 anni prima, e il Signore gli disse anche che li avrebbe liberati.

Il SIGNORE disse ad Abramo: “Sappi per certo che i tuoi discendenti dimoreranno come stranieri in un paese che non sarà loro: saranno fatti schiavi e saranno oppressi per quattrocento anni; ma io giudicherò la nazione di cui saranno stati servi e, dopo questo, se ne partiranno con grandi ricchezze”. (Genesi 15:13-14)

Per diventare la nazione e il popolo di Dio, dovevano essere separati dagli altri popoli e non doveva avere nessun rapporto con i dei delle nazioni.

36683_jerusalem_jerusalem_en_israelIo lo guardo dalla sommità delle rupi e lo contemplo dall’alto dei colli; ecco, è un popolo che dimora solo e non è contato nel numero delle nazioni. (Numeri 23:9)

Infatti tu sei un popolo consacrato al SIGNORE tuo Dio. Il SIGNORE, il tuo Dio, ti ha scelto per essere il suo tesoro particolare fra tutti i popoli che sono sulla faccia della terra. (Deuteronomio 7:6)

Fu Mosè, figlio di ebrei e principe d’Egitto, lo strumento di Dio per compiere il suo per il suo popolo. Conosciamo tutti come si è realizzata la liberazione di Israele e quali sono stati i giudizi che l’Egitto dovette subire per avere tenuto in schiavitù il popolo di Dio. (Esodo cap.1-15)

Dio diede le sue leggi al popolo d’Israele con la promessa che, se le avessero osservate, sarebbero stati colmati di benedizioni e sarebbero diventati un regno di sacerdoti e una nazione santa.  (Levitico 26:3-12)

Dunque, se ubbidite davvero alla mia voce e osservate il mio patto, sarete fra tutti i popoli il mio tesoro particolare; poiché tutta la terra è mia; e mi sarete un regno di sacerdoti, una nazione santa. Queste sono le parole che dirai ai figli d’Israele. (Esodo 19:5-6)

Purtroppo però Israele non volle ascoltare l’Eterno; entrati nella terra promessa iniziarono a mescolarsi ai popoli delle nazioni della terra di Canaan e ad adorare gli dei di quelle nazioni.

Scelsero di essere rappresentati da un re e così iniziò il lento ma inevitabile declino di questa nazione. Furono pochi i re che rispettarono la legge di Dio, uno di questi fu Davide con il quale il Signore stabilì un patto, nel quale gli promise la stabilità del suo regno per sempre, ma anche le punizioni che sarebbero arrivati su Israele se le sue leggi sarebbero state ignorate.

Io sarò per lui un padre ed egli mi sarà figlio; e, se fa del male, lo castigherò con vergate da uomini e con colpi da figli di uomini, ma la mia grazia non si ritirerà da lui, come si è ritirata da Saul, che io ho rimosso davanti a te. La tua casa e il tuo regno saranno saldi per sempre davanti a te e il tuo trono sarà reso stabile per sempre. (2 Samuele 7:14-16)

giuda_israeleLa ribellione a Dio arrivò subito dopo la morte di re Salomone, figlio di Davide. Infatti in quel periodo Israele si divise in due regni. Il regno di Giuda, con capitale Gerusalemme, composto dalle tribù di Giuda e Beniamino e il regno d’Israele, con capitale Samaria, composto dalle altre dieci tribù. Tutta la storia di questo periodo la possiamo trovare nei libri dei Re e delle Cronache.

Il regno di Israele fu il primo ad essere distrutto e i suoi abitanti furono deportati in Assiria nel 721 a.C., mentre il regno di Giuda resistette altri 135 anni, poi nel 586 a.C. il re Nabucodonosor, invase Giuda, distrusse il tempio e deportò il popolo in Babilonia.

Da quel momento in poi fino ai nostri giorni, le condizioni di Israele non sono cambiate di molto. La gloria di Dio si è ritirata dal tempio. Si è perduto tutto ciò che manifestava la presenza dell’Eterno in Israele: l’arca e il suo contenuto, gli utensili del tempio, la nuvola che aveva accompagnato il popolo dopo la traversata del mar Rosso. (Ezechiele 10:18; 11:23)

I figli d’Israele infatti staranno per parecchio tempo senza re, senza capo, senza sacrificio e senza statua, senza efod e senza idoli domestici. (Osea 3:4)

Israele non è più il popolo di Dio: Il SIGNORE disse a Osea: “Chiamalo Lo-Ammi (non mio popolo), perché voi non siete mio popolo e io non sarò per voi. (Osea 1:9)

Dio ha consegnato, temporaneamente, il potere sulla terra alle nazioni, che lo detengono ancora oggi e sarà così fino al ritorno del legittimo erede del trono di Davide, cioè Gesù Cristo.

Fonte: “La Bibbia”; “Il futuro del Mondo” di Marc Tapernoux

 

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