Una voce dice: “Grida!” E si risponde: “Che griderò?” “Grida che ogni carne è come l’erba e che tutta la sua grazia è come il fiore del campo.  L’erba si secca, il fiore appassisce quando il soffio del SIGNORE vi passa sopra; certo, il popolo è come l’erba. L’erba si secca, il fiore appassisce, ma la parola del nostro Dio dura per sempre“. (Isaia 40:6-8)

Antonio, giovane muratore, decise di andare da Lugano in Svizzera centrale, dove avrebbe guadagnato molto di più che al suo paese. Fece la valigia e partì. Durante il viaggio incontrò un’anziana signora che gli parlò di Gesù. Egli però non mostrò nessun interesse. La signora gli offrì comunque una Bibbia che lui accettò, ma si guardò bene dal leggerla.

Arrivato a Glaris, lavorò alla costruzione di un grande edificio. Antonio si faceva beffe delle cose di Dio ed era solito bestemmiare, come la maggior parte dei suoi compagni. Un giorno portò quella Bibbia in cantiere e disse loro: “Ah! Ecco un bello scherzo! Vedete questa Bibbia? La metto in questo buco”. Detto fatto e la Bibbia, fu messa tra due mattoni. “Un po’ di calce e vedremo se il diavolo saprà scovarla”, disse fra le risate dei compagni.

280px-picswiss_gl-13-08Qualche anno dopo, un violento incendio devastò Glaris e furono distrutti 490 edifici. Quando iniziarono i lavori di ricostruzione, Giovanni, un capomastro italiano, ricevette il compito di esaminare lo stato dei muri di un edificio nuovo che era stato devastato in parte dalle fiamme. Fu così che scoprì fra le macerie di un muro quel libro perfettamente conservato.

Pensò che poteva avere del valore; allora lo prese, lo lesse e non tardò a capire di essere un peccatore e che Dio lo amava e lo voleva salvare. Credette al Signore Gesù e ricevette la sicurezza del perdono e della vita eterna promessa dal Vangelo a coloro che credono.

La mia parola non è forse come il fuoco”, dice il Signore, “e come un martello che spezza il sasso? (Geremia 23:29)

Giovanni, convertito dalla lettura di quella Bibbia scoperta fra i mattoni, nei giorni liberi partiva con una valigia piena di Bibbie, per annunziare la salvezza nei paesi vicini. Un giorno, Antonio passò davanti al suo stand e si fermò: “Oh! di nuovo le Bibbie! Non ne ho bisogno! Mi basta andare a Glaris. Là ne ho nascosta una in un muro e neanche il diavolo potrebbe trovarla!”

Giovanna, sorpreso e stupito, guardò l’uomo con serietà e gli disse: ” Che ne diresti se ti facessi vedere quella Bibbia che dici di avere murata? ” Non ci casco”- rispose Antonio – “La riconoscerei subito”. – Giovanni trasse la Bibbia dalla tasca e gliela mostrò. Antonio la prese, la rigirò. Era proprio quella! – “Sta pur tranquillo, non è il diavolo che l’ha trovata; è stato Dio! Egli mi ha salvato per mezzo di questa Bibbia e vuole salvare anche te”.

La rabbia di Antonio esplose, chiamò i suoi compagni e nel giro di qualche minuto il piccolo stand fu devastato. Trascorsero alcuni mesi e Antonio cadde da un’impalcatura, ferendosi gravemente. Quando Giovanni ebbe questa notizia, andò a visitarlo. II cuore di Antonio, pur essendo toccato dall’affezione di Giovanni, sembrava essere di pietra. Ogni settimana Giovanni andava a trovarlo e poco a poco dapprima per noia, poi con interesse, Antonio cominciò a leggere la Bibbia.

Un giorno lesse nell’epistola agli Ebrei 12:5 “‘Figliuol mio, non far poca stima della disciplina del Signore”. Ciò s’applicava proprio al suo caso. La parola di Dio spezzò il cuore duro di Antonio, egli riconobbe la sua colpevolezza davanti a Dio, gli confessò i suoi peccati e ricevette Gesù come suo personale Salvatore.

Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno. (Matteo 24:35)

 

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