Infatti la grazia salvifica di Dio è apparsa a tutti gli uomini, e ci insegna a rinunziare all’empietà e alle mondane concupiscenze, perché viviamo nella presente età saggiamente, giustamente e piamente, aspettando la beata speranza e l’apparizione della gloria del grande Dio e Salvatore nostro, Gesù Cristo, il quale ha dato se stesso per noi, per riscattarci da ogni iniquità e purificare per sé un popolo speciale, zelante nelle buone opere. (Tito 2:11-14)

cielo01Alcuni pensano che quando si parla della grazia di Dio si voglia dire che Dio è indulgente, compiacente, pronto a perdonare tutto e tutti ad occhi chiusi. Per altri, è la soluzione nei casi disperati: allora si invoca la grazia di Dio! Altri ancora, e sono molti, immaginano che per guadagnarsi il paradiso, debbano fare ogni sforzo possibile; e poi, se i loro meriti sono insufficienti, la grazia di Dio compenserà quello che manca.

No, la grazia di Dio è tutt’altra cosa!

Poiché la legge è stata data per mezzo di Mosè, ma la grazia e la verità sono venute per mezzo di Gesù Cristo. (Giovanni 1:17)

Se non è correttamente intesa, ci si fa di Dio un’immagine falsa, perché si pensa che Egli sia indifferente al male e allo stato di perdizione in cui si trovano tutti gli uomini per natura. Dio è certamente misericordioso, buono e potente nello stesso tempo, pronto a venire in aiuto alla sua creatura. E’ il Dio d’amore che vuole il bene eterno degli uomini. Ma è anche il Dio che non può tollerare il male senza punirlo, che non può considerare il colpevole come innocente.

L’Eterno è lento all’ira e grande in misericordia; egli perdona l’iniquità e il peccato, ma non lascia impunito il colpevole, punendo l’iniquità dei padri sui figli, fino alla terza e alla quarta generazione. (Numeri 14:18)

Solo Dio poteva salvare noi peccatori senza rinunciare a dare ai nostri peccati la punizione che meritavano. In che modo? Per mezzo di Gesù Cristo che è venuto in terra per farsi carico dei nostri peccati e subire Lui al posto nostro il castigo di Dio. E’ così che Dio può far grazia a tutti, senza distinzione.

Ma c’è una condizione: che ciascuno, individualmente, riconosca il bisogno che ha di questa grazia e accetti Gesù come proprio Salvatore e Signore della propria vita.

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