Ma voi siete una stirpe eletta, un regale sacerdozio, una gente santa, un popolo acquistato per Dio, affinché proclamiate le meraviglie di colui che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua mirabile luce; voi, che un tempo non eravate un popolo, ma ora siete il popolo di Dio; voi, che non avevate ottenuto misericordia, ma ora avete ottenuto misericordia. (1 Pietro 2:9-10)

La risurrezione di Gesù non è né un mito, né un sogno, e neppure una visione, ma un avvenimento unico, centrale della storia dell’umanità. La Sua risurrezione non è soltanto un momento chiave nella storia, ma l’inizio di una condizione nuova. Con la Sua morte e la Sua risurrezione, il Signore Gesù ha aperto una “via nuova e vivente” per arrivare a Dio.

vitaeternaAvendo dunque, fratelli, libertà di entrare nel santuario, in virtù del sangue di Gesù, che è la via recente e vivente che egli ha inaugurato per noi attraverso il velo, cioè la sua carne, e avendo un sommo sacerdote sopra la casa di Dio, accostiamoci con cuore sincero, in piena certezza di fede, avendo i cuori aspersi per purificarli da una cattiva coscienza e il corpo lavato con acqua pura. (Ebrei 10:19-22)

Gesù è morto, il Suo corpo è stato tolto dalla croce e messo in una tomba. Ma, al terzo giorno, ne è uscito vittorioso, vivente. La mattina del primo giorno della settimana il sepolcro era vuoto, e in quello stesso giorno e nei giorni successivi apparve a Cefa, poi ai dodici. Poi apparve a più di cinquecento fratelli in una volta dei quali la maggior parte rimane ancora in vita e alcuni sono morti, poi apparve a Giacomo, poi a tutti gli apostoli.

Infatti vi ho prima di tutto trasmesso ciò che ho anch’io ricevuto, e cioè che Cristo è morto per i nostri peccati secondo le Scritture, che fu sepolto e risuscitò il terzo giorno secondo le Scritture, e che apparve a Cefa e poi ai dodici. In seguito apparve in una sola volta a più di cinquecento fratelli, la maggior parte dei quali è ancora in vita, mentre alcuni dormono già. Successivamente apparve a Giacomo e poi a tutti gli apostoli insieme. (1 Corinzi 15:3-7)

Prima di vedere Gesù risuscitato, i discepoli avevano paura ed erano tristi, ma la Sua risurrezione li ha trasformati. Credere alla risurrezione di Cristo cambia anche il nostro cuore. Se crediamo in Gesù morto per le nostre colpe e risorto perché noi fossimo resi giusti davanti a Dio, nasciamo per una nuova vita.

La fede nella risurrezione del Signore illumina le zone d’ombra. Il nulla non è il punto d’arrivo dell’esistenza umana. Se crediamo in Gesù, scopriamo che la fine della vita terrena non è la morte e il giudizio, ma un’eternità felice alla presenza di Dio.

Non vergognarti dunque della testimonianza del Signor nostro, né di me suo prigioniero, ma soffri anche tu con me per l’evangelo, sostenuto dalla potenza di Dio, che ci ha salvati e ci ha chiamati con una santa vocazione, non in base alle nostre opere, ma secondo il suo scopo e grazia, che ci è stata data in Cristo Gesù prima dell’inizio dei tempi, ed ora è stata manifestata con l’apparizione del Salvator nostro Gesù Cristo, che ha distrutto la morte e ha fatto risplendere la vita e l’immortalità per mezzo dell’evangelo, di cui io sono stato costituito araldo, apostolo e dottore dei gentili. (2 Timoteo 1:8-11)

 

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