Verità

La menzogna punita

Le labbra bugiarde sono un abominio per l’Eterno, ma quelli che agiscono lealmente gli sono graditi. (Proverbi 12:22)

Il re di Prussia Federico Guglielmo (1798-1861) si fermò un giorno in una locanda. Notando un Nuovo Testamento sul banco, chiese al locandiere se lo leggesse regolarmente.

“Certo, Sire, ogni giorno”. Benissimo! E dove sei arrivato ora nella lettura?”. “All’evangelo di Matteo”. “Bene! Continua a leggere senza premura, ma fallo con cura ogni giorno. A chi cerca la salvezza della propria anima, il Signore non manca di rispondere. Egli può anche, se lo ritiene opportuno, concedergli delle benedizioni terrene”.

Con questo, approfittando di una breve assenza dell’oste, il re depose segretamente parecchi biglietti di banca alla fine dell’evangelo di Matteo. Di ritorno del suo viaggio, Federico Guglielmo si fermò nuovamente in quella locanda e chiese al proprietario a che punto fosse nella sua lettura.

“All’evangelo di Luca, Sire”. “Ebbene, vediamo se è vero. Prestami il tuo Nuovo Testamento”. I biglietti di banca stavano ancora al posto dove il re li aveva messi. “La bugia – disse il re a quell’uomo che stava arrossendo di vergogna – è un grave peccato”. E riprese il denaro che fece distribuire ai poveri del paese.

Chi disprezza e trascura la Parola di Dio perde molto di più di tutto l’oro e l’argento che questa terra gli può offrire; perde l’occasione di conoscere Gesù Cristo, l’unica via che porta alla vita eterna.

Gesù gli disse: «Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. (Giovanni 14:6)

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