Ora avviene il giudizio di questo mondo; ora sarà cacciato fuori il principe di questo mondo; e io, quando sarò innalzato dalla terra, attirerò tutti a me». (Giovanni 12:31-32)

“E’ stato durante un trasferimento, sballottato sulla piattaforma di un veicolo militare nel corso di manovre, che ho letto per la prima volta il racconto della crocifissione di Gesù. La figura del crocifisso rimase con forza nella mia mente tutta la giornata. Impaziente, aspettavo la sera per potermi intrattenere con un cristiano che avevo incontrato e che mi aveva parlato di Gesù. Guidato dalle  sue parole, mi misi in ginocchio davanti a Dio e pregai: “Dio mio, eccomi, ti affido la mia vita. Togli da me ogni eccesso, le astuzie, gli inganni, e dammi ciò che è vero”.

Le parole di Gesù mi tornavano in mente: “… chi crede in me ha vita eterna” (Giovanni 6:47). Pensavo al significato della croce; la conosciamo bene come simbolo, ma sovente non conosciamo i grandi fatti che ad essa sono legati. Ci piace vederla sui campanili, si porta come pendaglio; ma che impatto ha sulla nostra vita?

Per alcuni, la croce non è altro che un gioiello di grande valore; per altri è un oggetto quasi magico, per altri ancora è come un idolo. Per alcuni è simbolo di morte, per altri motivo di scandalo. Ma che cosa rappresenta la croce per me?

Gradatamente presi coscienza del fatto che Gesù Cristo, su una croce, era morto per me, che aveva dato la sua vita per liberarmi dal male. Una pace profonda, nuova, sconosciuta fino ad allora, mi invase. Ebbi la certezza che Dio aveva perdonato i miei peccati.” (Testimonianza di un credente)

Oltraggiato, non rendeva gli oltraggi; soffrendo, non minacciava, ma si rimetteva a colui che giudica giustamente; 24 egli ha portato i nostri peccati nel suo corpo, sul legno della croce, affinché, morti al peccato, vivessimo per la giustizia, e mediante le sue lividure siete stati guariti. (1 Pietro 2:23-24)