Così quel servo tornò e riferì queste cose al suo signore. Allora il padrone di casa, pieno di sdegno, disse al suo servo: “Presto, va’ per le piazze e per le strade della città, conduci qua i mendicanti, i mutilati, gli zoppi e i ciechi”. (Luca 14:21)

Supponiamo di essere invitati a cena da una persona importante addirittura da un capo di stato. Sicuramente ne saremmo onorati, e varrebbe la pena cambiare i nostri programmi.

Ebbene, è il Padrone dell’universo che ci rivolge un invito! Oseremo rifiutarlo, senza valida ragione, ammesso che ci fosse? La festa è pronta. Il padrone vuole la casa piena di commensali. Coloro che hanno ricevuto l’invito per primi non hanno voluto venire? Ebbene, saranno altri a prendere il posto.

Poiché gli uomini religiosi e in vista si sono rifiutati di venire a Gesù, la sua grazia ha toccato i miseri, gli emarginati, i disprezzati, i poveri d’Israele.

E’ la stessa cosa nel mondo cristianizzato. Molti sono appagati dai privilegi di cui godono, dai piaceri che possono concedersi, dalla loro posizione sociale. Costoro, molto spesso, disprezzano la felicità del cielo che Dio offre loro, e si giocano l’eternità.  Altri fanno affidamento sulla propria intelligenza, si pongono al di sopra di Dio e lo giudicano; e disprezzano le semplici verità della salvezza.

Ma “il Vangelo è annunciato ai poveri”, cioè a tutti coloro che, umilmente, cercano Dio. La grazia trionfa quando vengono chiamati quelli che sono stati feriti dalla vita, gli emarginati, i ciechi, gli zoppi, che stanno nelle strade. Non hanno campi da andare a vedere, buoi da andare a provare.

Che siano molti i “servi” fedeli che vanno a cercarli per condurli al Signore!