La preghiera della fede

Ma, mentre Pietro era custodito nella prigione, continue orazioni a Dio erano fatte dalla chiesa per lui. (Atti 12:5)

Nel 1964 in Africa, precisamente nello Zaire, durante la guerra civile, alcuni ribelli avevano conquistato Bunia e avevano catturato coloro che reputavano nemici e oppositori. Tra questi vi era un pastore cristiano preso vicino al locale di culto dove esercitava il suo ufficio. Questi ribelli sapevano che questi prigionieri dovevano essere giustiziati nella piazza dove vi era eretta una statua del loro capo politico e leader.

Il giorno dopo i prigionieri vennero portati su un mezzo per essere trasferirli al luogo della fucilazione. Come bestie erano ammassati su quel camion, molti piangevano altri erano come assenti, ma “stranamente” il camion non partiva.

I condannati furono fatti scendere e costretti a spingere il camion, partì ma si fermò davanti al posto di comando dei ribelli. Il tempo passava e l’esecuzione doveva essere eseguita, però era tardi.

Il capo dei ribelli fece schierare i prigionieri e li fece contare a voce alta “uno – due” fino all’ultimo prigioniero. Poi disse ai numeri “uno” di marciare di corsa verso il luogo dell’esecuzione, dove furono fucilati senza pietà.

I numeri “due” tornarono in prigioni tra cui il pastore che approfittò della situazione per annunciare Gesù ai suoi compagni di sventura, molti furono toccati dallo Spirito Santo. Subito dopo arrivò un uomo di corsa che portava un dispaccio che diceva che il pastore doveva essere liberato, il suo arresto era stato un errore.

Egli uscì dalla cella e si recò in chiesa dove trovò la congregazione unita, che pregava con ardore e certezza di fede.
Dio ascolta le preghiere che vengono fatte con fede, una fede che non è religione ma conoscenza del Dio vivente che vuole rivelarsi al cuore degli uomini per mezzo del Vangelo di Gesù Cristo.

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