Gli storici non mettono in dubbio l’esistenza di Gesù di Nazareth. Sono concordi nel dire che era un predicatore giudeo itinerante, crocifisso circa 2000 anni fa.

Parecchi testi non biblici, scritti poco tempo dopo i Vangeli, citano l’esistenza di Gesù; si possono ricordare gli scritti di Giuseppe Flavio (ca. 93 d.C.), e degli storici romani Tacito (ca. 100 d.C.) e Svetonio (ca. 120 d.C.).

Ma anche per questi autori, in definitiva, Gesù altro non era che “un certo Gesù, morto”

DSCF1508Essi avevano contro di lui certe questioni intorno alla propria religione e intorno a un certo Gesù, morto, che Paolo affermava essere vivo. (Atti 25:19)

Essi non hanno creduto a coloro che lo avevano visto risuscitato, è una delle verità fondamentali della fede cristiana, un punto essenziale per ciascuno di noi.

Se con la bocca avrai confessato Gesù come Signore e avrai creduto con il cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvato. (Romani 10:9)

Il Vangelo è una buona notizia resa possibile dalla vita, dalla morte e dalla resurrezione di Gesù Cristo. E’ la notizia che Dio perdona e adotta come figli tutti coloro che riconoscono in Gesù l’umile falegname di Nazareth, il Figlio di Dio.

Allora, tutto si illumina. La Sua morte non è soltanto il risultato di un processo iniquo, né la viltà di Pilato, ma il compimento delle profezie. Queste preannunciavano che il Messia avrebbe sofferto e sarebbe morto, ma anche che sarebbe poi risorto dai morti.

Per questo i veri discepoli di Cristo, ancora oggi, possono dire:

Chi li condannerà? Cristo Gesù è colui che è morto e, ancor più, è risuscitato, è alla destra di Dio e anche intercede per noi. Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Sarà forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? (Romani 8:34-35)

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