Beato l’uomo che non cammina nel consiglio degli empi, non si ferma nella via dei peccatori e non si siede in compagnia degli schernitori, ma il cui diletto è nella legge dell’Eterno, e sulla sua legge medita giorno e notte. Egli sarà come un albero piantato lungo i rivi d’acqua, che dà il suo frutto nella sua stagione e le cui foglie non appassiscono; e tutto quello che fa prospererà. (Salmi 1:1-3)

Secondo la legge data anticamente al popolo dì Israele per mezzo di Mosè, c’era una distinzione da fare fra gli animali: i “puri” erano quelli che si potevano mangiare e offrire a Dio, gli “impuri” erano assolutamente da evitare

253263-800x600-500x375Parlate ai figli d’Israele e dite: Questi sono gli animali che potrete mangiare fra tutte le bestie che sono sulla terra. Potete mangiare di ogni animale che ha lo zoccolo spaccato e il piede diviso e che rumina. Ma fra quelli che ruminano e fra quelli che hanno lo zoccolo spaccato, non mangerete questi: il cammello, perché rumina, ma non ha lo zoccolo spaccato; per voi è impuro; il coniglio, perché rumina, ma non ha lo zoccolo spaccato; per voi è impuro; la lepre, perché rumina, ma non ha lo zoccolo spaccato; per voi è impura; il porco, perché ha lo zoccolo spaccato e il piede diviso, ma non rumina; per voi è impuro. Non mangerete della loro carne e non toccherete i loro corpi morti; per voi essi sono impuri. (Levitico 11:2-8)

Fra le caratteristiche che rendevano puri i mammiferi erbivori, la ruminazione era la più importante. La ruminazione è come una seconda digestione, un ripassare alimenti già utilizzati per trarne ulteriore nutrimento.

E’ quello che noi dobbiamo fare con la Parola di Dio: “mangiarla”, e assimilarla, e poi meditarla, ritornarci su, approfondire gli aspetti che possono essere passati inosservati, per trarre da essa il maggiore vantaggio possibile.

Appena ho trovato le tue parole, le ho divorate; la tua parola è stata per me la gioia e l’allegrezza del mio cuore, perché il tuo nome è invocato su di me, o Eterno, DIO degli eserciti. (Geremia 15:16)

Questo aiuta anche a memorizzare i testi biblici, il che ha la sua importanza sia per noi stessi sia quando parliamo ad altri del Signore. Se poi verranno momenti tristi, come la malattia o il lutto, quello che avremo immagazzinato della Parola di Dio sarà in noi una sorgente incredibile di serenità e forza.

Questo è il mio conforto nell’afflizione, che la tua parola mi ha vivificato. (Salmi 119:50)

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