Nessuno, quand’è tentato, dica: «Sono tentato da Dio»; perché Dio non può essere tentato dal male, ed egli stesso non tenta nessuno; invece ognuno è tentato dalla propria concupiscenza che lo attrae e lo seduce. Poi la concupiscenza, quando ha concepito, partorisce il peccato; e il peccato, quando è compiuto, produce la morte. (Giacomo 1:13-15)

Nella Bibbia le parole hanno spesso un senso più esteso di quello che pensiamo. Ad esempio, la parola “cuore” designa molto più dei sentimenti; racchiude tutta l’interiorità del nostro essere, i nostri pensieri, i nostri impulsi, ecc…

Allo stesso modo, la parola “tentazione” comprende tutto ciò che ci attira al di fuori della volontà di Dio. La tentazione può provenire dall’esterno, da ciò che vediamo o udiamo, come pure quando qualcuno ci provoca con parole cattive o adulatrici; ma anche dal nostro interno, legata alla concupiscenza, alle aspirazioni peccaminose che sono in noi.

La tentazione interna nasce sempre sotto forma di pensieri o immagini. Ma siamo costretti ad accettare tutti i pensieri che ci vengono in mente? No, L’amore di Cristo e il desiderio di piacergli sono un filtro molto efficace che ci permette di rifiutare il male. Come diceva Lutero, non potete impedire che degli uccelli vi volino sulla testa, ma potete impedire che vi facciano il nido.

Se accogliamo un pensiero malvagio, rischiamo poi di lasciarci sedurre; ne diventiamo prigionieri e finiamo col metterlo in atto. Questo passaggio all’azione ci rende più vulnerabili alle tentazioni successive. Invece, se quando ci viene in mente un pensiero cattivo gridiamo al Signore e lo rifiutiamo, ne saremo liberati.

Se abbiamo ceduto alla tentazione, non soffermiamoci sulla nostra sconfitta. Ritorniamo al Signore; Egli ci aiuterà e ci darà la vittoria sul male.

Perché il giusto cade sette volte e si rialza, ma gli empi sono travolti dalla sventura. (Proverbi 24:16)