I cieli e la terra attuali sono conservati dalla medesima parola, riservati al fuoco per il giorno del giudizio e della perdizione degli empi. (2 Pietro 3:7)

Poiché dunque tutte queste cose devono dissolversi, quali non dovete essere voi, per santità di condotta e per pietà! (2 Pietro 3:11)

Ieri

babiloniaTutta la terra parlava la stessa lingua e usava le stesse parole. Dirigendosi verso l’Oriente, gli uomini capitarono in una pianura nel paese di Scinear, e là si stanziarono. Si dissero l’un l’altro: «Venite, facciamo dei mattoni cotti con il fuoco!» Essi adoperarono mattoni anziché pietre, e bitume invece di calce. Poi dissero: «Venite, costruiamoci una città e una torre la cui cima giunga fino al cielo; acquistiamoci fama, affinché non siamo dispersi sulla faccia di tutta la terra». Il SIGNORE discese per vedere la città e la torre che i figli degli uomini costruivano. Il SIGNORE disse: «Ecco, essi sono un solo popolo e hanno tutti una lingua sola; questo è il principio del loro lavoro; ora nulla impedirà loro di condurre a termine ciò che intendono fare. Scendiamo dunque e confondiamo il loro linguaggio, perché l’uno non capisca la lingua dell’altro!» Così il SIGNORE li disperse di là su tutta la faccia della terra ed essi cessarono di costruire la città.  Perciò a questa fu dato il nome di Babel, perché là il SIGNORE confuse la lingua di tutta la terra e di là li disperse su tutta la faccia della terra. (Genesi 11:1-9)

L’orgoglio dell’uomo attira inevitabilmente il giudizio di Dio; fu così per la torre di Babele come nel giardino del Eden, e sarà sempre così. Quegli uomini, nel lanciare la loro sfida a Dio, è come se avessero detto: “Tu sei nell’alto dei cieli, e noi, senza di te, ci eleveremo fino a te.” La risposta di Dio non si fece attendere: diede loro delle lingue differenti e, non riuscendo più a comprendersi, si dispersero per tutta la terra.

 

Oggi:

La torre di Babele non c’è più, ma lo stesso orgoglio abita nel cuore degli uomini. Un capo di stato ha dichiarato: “Noi siamo quelli che facciamo la storia e che devono andare incontro al futuro!” Le nazioni fanno a gara per costruire il grattacielo più alto del mondo e si realizzano luoghi di divertimento sempre più stravaganti; ma come la storia c’insegna, un disastro naturale o una guerra potrebbero annientare in un attimo quelle prodigiose realizzazioni.

Dio è paziente e ancora oggi vuole salvare chi si pente e gli dà fiducia.

 

Domani:

Infatti il SIGNORE degli eserciti ha un giorno contro tutto ciò che è orgoglioso e altero, e contro chiunque s’innalza, per abbassarlo; contro tutti i cedri del Libano, alti, elevati, e contro tutte le querce di Basan; contro tutti i monti alti, e contro tutti i colli elevati; contro ogni torre eccelsa, e contro ogni muro fortificato; contro tutte le navi di Tarsis, e contro tutto ciò che piace allo sguardo. L’alterigia dell’uomo sarà umiliata, e l’orgoglio di ognuno sarà abbassato; il SIGNORE solo sarà esaltato in quel giorno. (Isaia 2:12-17)

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