Dio il Signore formò l’uomo dalla polvere della terra, gli soffiò nelle narici un alito vitale e l’uomo divenne un’anima vivente. (Genesi 2:7)

Molte persone considerano la propria esistenza come frutto di un caso, e attribuiscono al caso la paternità di tutti gli avvenimenti della loro vita. Per loro, gioie o drammi sono figli del caso. Origine, famiglia, giovinezza, studi, matrimonio, malattie, incidenti, impiego, amici… la fortuna guiderebbe tutto, come se la vita non fosse altro che un susseguirsi di “micro casi” che messi insieme costituirebbero la loro esistenza.

DSCF1087La Bibbia rivela Dio come Creatore di tutto, come colui che dà la vita e la mantiene. Ma il “caso” è un concetto ingannevole e inconsistente che s’insinua facilmente nello spirito dell’uomo perché gli evita di riconoscere la propria responsabilità davanti a Dio.

Il caso non è la causa della vita dell’essere umano. Mediante la Bibbia, noi veniamo a conoscere l’essenziale sull’origine e la finalità della vita. Proveniente da Dio, la vita di ogni essere umano ritorna a Dio. Da Lui è creata, per Lui e data e con Lui si sviluppa.

La nostra vita ha un senso e un grande valore per Dio e poiché noi tutti, siamo per natura “morti” a causa delle colpe e dei peccati, Dio ha data Suo Figlio per salvarci. Non facciamoci ingannare dalle teorie filosofiche o dalle ipotesi della cosiddetta scienza. Non dobbiamo sostituire il “caso” a Dio!

Egli ha vivificato anche voi, che eravate morti nei falli e nei peccati, nei quali già camminaste, seguendo il corso di questo mondo, secondo il principe della potestà dell’aria, dello spirito che al presente opera nei figli della disubbidienza, fra i quali anche noi tutti un tempo vivemmo nelle concupiscenze della nostra carne, adempiendo i desideri della carne e della mente, ed eravamo per natura figli d’ira, come anche gli altri. (Efesini 2:1-3)

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