Ma quasi inciamparono i miei piedi; poco mancò che i miei passi non scivolassero. (Salmo 73:2)

Leggendo i Salmi, scopriamo dei testi singolarmente attuali! I loro autori hanno vissuto le nostre stesse speranze e le stesse angosce. Hanno conosciuto la povertà, la malattia, la solitudine, l’incomprensione, le beffe…

Si sono posti molte domande sull’apparente assenza di Dio in questo mondo. Che esperienza dolorosa!

autunno-poesia-della-natura-L-ROSEEjAnche a noi può accadere di sentirci come feriti e quasi traditi nella nostra fiducia quando vediamo che gli increduli, i beffardi e i malvagi prosperano, mentre tanti credenti soffrono o vivono nella povertà.

Che cosa ha fatto Asaf, l’autore del Salmo 73? Per capire, ha cercato di riflettere, ma il suo turbamento è aumentato…finché non si è avvicinato a Dio. Invece di guardarsi intorno, con l’atteggiamento di un giudice, si rivolge a Dio per essere illuminato.

Allora, l’amarezza si è dissolta e ha fatto posto alla pace; la percezione della realtà cambia totalmente. Accostandosi a Dio, si scopre di non essere soli; il Dio, che un giorno giudicherà i malvagi, è Colui che lo protegge e lo guida.

La soluzione alle nostre sofferenze interiori non la troviamo in una riflessione elaborata né in un’approfondita introspezione. Dobbiamo solo prendere coscienza dell’amore di Dio e non porre la nostra fiducia nelle nostre forze, la nostra intelligenza e nei nostri diritti.

Ma quanto a me, il mio bene è stare unito a Dio; io ho fatto del Signore, di Dio, il mio rifugio, per raccontare, o Dio, tutte le opere tue. (Salmo 73:28)

Dobbiamo semplicemente fidarci dell’amore di Dio, che non ci abbandona mai, e confidargli Lui tutte le nostre speranze.

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