Le nostre reazioni

Ma io vi dico: Amate i vostri nemici, benedite coloro che vi maledicono, fate del bene a coloro che vi odiano, e pregate per coloro che vi maltrattano e vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro, che è nei cieli, poiché egli fa sorgere il suo sole sopra i buoni e sopra i malvagi, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti. (Matteo 5:44-45)

Un autore credente ha detto giustamente: “Non è ciò che gli altri fanno o dicono che ci fa male, ma sono le nostre proprie reazioni”.

Uno dei metodi che Dio impiega per perfezionare il nostro carattere è di condurci ad accettare di soffrire ingiustamente. E’ a ciò che siete chiamati, ci dirà l’apostolo Paolo, ricordando l’esempio perfetto di Cristo che, oltraggiato, non rendeva oltraggio; che, soffrendo, non minacciava, ma si rimetteva nelle mani di Colui che giudica giustamente.

La sofferenza ingiusta è come uno strumento ben affilato impiegato per forgiare un’anima! Come farebbe un tornitore che, dovendo tornire un pezzo di alta precisione, impiega per l’occasione un utensile di materiale adatto e molto bene arrotato.

Quanto è difficile per la nostra vecchia natura accettare il male che proviene dagli altri dando loro in contraccambio solamente della bontà! Ma Dio non cessa di occuparsi di noi per perfezionarci in vista del suo servizio, finché il modello divino del Suo Figliuolo non sia profondamente impresso all’interno delle nostre anime.

Chi più di Lui ha sofferto ingiustamente, pregando anche per coloro che lo inchiodavano sulla croce? Ci è impossibile evitare la sofferenza da parte degli altri. Non siamo insensibili, nessuno può farci del male, se non noi stessi. Tutti i colpi che possono infliggerci gli uomini, siano essi dei credenti o no, possono ferirci se il risentimento ed il rancore trovano posto nel nostro cuore.

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