Crescita spirituale

Leviamoci, andiamo a Bethel

Dio disse a Giacobbe: «Àlzati, va’ ad abitare a Betel; là farai un altare al Dio che ti apparve quando fuggivi davanti a tuo fratello Esaù». Allora Giacobbe disse alla sua famiglia e a tutti quelli che erano con lui: «Togliete gli dèi stranieri che sono in mezzo a voi, purificatevi e cambiatevi i vestiti; partiamo, andiamo a Betel; là farò un altare al Dio che mi esaudì nel giorno della mia angoscia e che è stato con me nel viaggio che ho fatto». (Genesi 35:1-3)

Il Signore chiede a Giacobbe di andare a Bethel e di fare un altare, luogo di adorazione, di offerta, di sacrificio.

A questa richiesta Giacobbe conscio dell’impurità che esiste nella sua famiglia e in coloro che lo seguono, lancia un santo monito di purificazione. Il patriarca sa che il Signore è l’unico Dio ed è santo, perciò è necessario che quelli che si accostano a Lui debbono prepararsi per tale incontro. Indispensabile per coloro che, con sincerità di cuore, desiderano accostarsi a Dio.

Purtroppo la vita dell’uomo del nostro secolo, tanto movimentata, con tante esigenze, è piena di presunzione; spesso ci avvolge nel suo turbine lasciandoci sfiduciati fino a farci essere quasi preda di dei stranieri.

I figli d’Israele danno nelle mani di Giacobbe i loro idoli ed egli li ha nascosti sotto la quercia presso Sichem. Ora abbiamo fra noi Uno superiore a Giacobbe il cui nome è Gesù, Egli è al nostro fianco e ci invita a deporre ogni idolo (oggetto o persona che si frappone fra noi e Dio impedendoci di dare a Lui il primo posti nella nostra vita) nelle Sue mani per nasconderli sotto la croce del calvario e non ricordarli più.

Chiediamo a Gesù di purificarci con il Suo preziosissimo sangue e di cambiare, proprio in quest’ora, le anime nostre affinché la nostra condotta sia santa.

Dopo, leviamoci, edifichiamo a Dio l’altare del nostro cuore sul quale potremo offrire a Lui non solo la nostra adorazione, ma tutto il nostro servizio, per la causa del Santo Evangelo e saremo anche disposti a donare, se necessario, la nostra vita per Lui.

Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chiunque crede in me, anche se dovesse morire, vivrà. (Giovanni 11:25)

Torniamo alla gloriosa esperienza del nostro primo incontro con Cristo, con lo stesso sentimento e con la stessa fede ed il Signore ristorerà le anime nostre.

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