Liberato dalla vergogna

Ma tu, o Eterno, sei uno scudo attorno a me; tu sei la mia gloria e colui che mi solleva il capo. (Salmi 3:3)

Dall’infanzia fino alla morte, Davide si è distinto per la sua fede in Dio e la sua fedeltà, nonostante che la sua vita abbia avuto alti e bassi. Ad esempio, prima di diventare re d’Israele, scoraggiato, lasciò il suo paese per andarsi a rifugiare, nascondendo la sua identità, in mezzo ai nemici del popolo di Dio.

Quel giorno Davide si levò e fuggì dalla presenza di Saul, e andò da Akish, re di Gath. I servi di Akish gli dissero: «Non è costui Davide, il re del paese? Non è di costui che cantavano in coro nelle danze, dicendo: “Saul ha ucciso i suoi mille, e Davide i suoi diecimila”?». Davide ritenne in cuore queste parole, ed ebbe grande paura di Akish, re di Gath. Così cambiò il suo modo di agire davanti a loro e nelle loro mani si fingeva pazzo: tracciava sgorbi sui battenti delle porte e lasciava scorrer la saliva sulla barba. Allora Akish disse ai suoi servi: «Ecco, vedete, costui è pazzo; perché me lo avete condotto? Mi mancano forse dei pazzi, che mi conducete questo tale a fare il pazzo in mia presenza? Costui non entrerà in casa mia!». (1 Samuele 21:10-15)

Qualche anno dopo, si rifugiò nuovamente presso lo stesso re nemico, si mise al suo servizio e poco mancò che combattesse contro il suo stesso popolo.

L’Eterno non l’aveva abbandonato in quello stato, ma si prese cura di lui, liberandolo dalla disperazione e facendogli sentire la sua bontà con la sua presenza. La fede di Davide aveva vacillato, ma Dio, che accetta anche la fede più debole, lo fortificò e gli diede nuovo coraggio.

Io ho cercato l’Eterno, ed egli mi ha risposto e mi ha liberato da tutti i miei spaventi. Essi hanno guardato a lui e sono stati illuminati, e le loro facce non sono svergognate. (Salmi 34:4-5)

Come Davide, anche noi possiamo constatare che il Signore ci protegge e che, se confidiamo in lui, ci libera dalla vergogna dei nostri peccati e ci fa proseguire con dignità il nostro cammino, Questa liberazione non avviene per merito nostro, ma perché Gesù Cristo ha portato su di sé la nostra condanna. Prendendo il nostro posto alla croce, ha subito il castigo di Dio.

Seguendo il Signore, impareremo a vivere onestamente facendo del bene. Anche se siamo delle persone “normali”, nella scala sociale, la forza interiore che ci dà il nostro Salvatore ci aiuterà a superare le difficoltà della vita e a confidare in lui completamente. Allora lo potremo ringraziare per le liberazioni, immeritate, che compie ogni giorno in nostro favore.

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