Nella sala interna di un bar, alcuni uomini giocano a carte, bevono e ridono. Il nome di Gesù è menzionato, ma solo per alimentare delle battute scherzose.

Le persone sedute alla porta sparlano di me, sono divenuto lo zimbello degli ubriaconi. (Salmo 69:12)

Si può cercare di allontanare Dio dalla propria vita e anche beffarsi di Lui, ma in ogni caso, un giorno bisognerà incontrarlo. Dove? Quando?

news_pasqua_2011Mentre siamo ancora su questa terra, possiamo incontrarlo come il Salvatore che offre la vita eterna a chiunque crede, oppure più tardi, dopo la morte, come giudice inflessibile, in occasione dell’ultimo giudizio, e non ci sarà possibilità di appello per quelli che avranno rifiutato e disprezzato la salvezza che era loro offerta.

Questo incontro con Gesù è inevitabile; impossibile sfuggirvi. Lo stesso Gesù, se non sarà stato riconosciuto come il Salvatore che offre la grazia e il perdono, si troverà nella posizione di Giudice inflessibile. Gli increduli saranno allora costretti a gettarsi ai Suoi piedi e non avranno scuse; la salvezza che non hanno voluto accettare era stata offerta gratuitamente anche a loro mentre erano ancora in vita.

Come è vero che vivo», dice il Signore, «ogni ginocchio si piegherà davanti a me, e ogni lingua darà gloria a Dio. (Romani 14:11)

Ma quelli che, all’annuncio del Vangelo, hanno ricevuto Gesù come loro Salvatore, lo contempleranno nella Sua gloria. Vedranno nella sue mani i segni dei chiodi, ricordo eterno della Sua morte espiatoria alla croce e si prostreranno davanti a Lui e L’adoreranno.

Ecco, egli viene con le nuvole e ogni occhio lo vedrà; lo vedranno anche quelli che lo trafissero, e tutte le tribù della terra faranno lamenti per lui. Sì, amen. (Apocalisse 1:7)

La responsabilità è personale: “Ciascuno di noi – scrive l’apostolo Paolo – renderà conto di se stesso a Dio” (Romani 14:12)

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