L’inevitabile incontro

Ecco, egli viene con le nuvole e ogni occhio lo vedrà, anche quelli che lo hanno trafitto; e tutte le tribù della terra faranno cordoglio per lui. Sì, amen. (Apocalisse 1:7)

Nella sala riservata della trattoria, alcune persone giocano e parlano ad alta voce: “Si pretende, dice uno di loro, che Gesù ritornerà, ma io non ho nessuna voglia di vederlo!”. Tra le risate fragorose che seguono una voce rincara la dose: “Io neppure!”. E la partita a carte riprende senza altre interruzioni.

Si può ben provare a scartare Gesù dalla propria vita perché lo si considera fastidioso e indesiderabile. Ma, in ogni caso, bisognerà incontrarlo un giorno. Dove e quando?

Ora, mentre siamo ancora sulla terra, mentre lo si può trovare come il Salvatore che offre la salvezza a chiunque crede. Altrimenti più tardi, nel momento del giudizio finale, come il Giudice inflessibile e senza appello di tutti coloro che hanno rifiutato e sprezzato la salvezza offerta.

Questo incontro è inevitabile. Non esiste alcun mezzo per sfuggirvi. Colui che si sarà rifiutato di riconscerLo come il Salvatore che propone la Sua grazia e il Suo perdono, s’imporrà come il Giudice inesorabile. Coloro che saranno allora costretti a gettarsi ai suoi piedi, saranno senza scuse; la salvezza che hanno rifiutato era stata offerta anche a loro gratuitamente.

Coloro invece che, sulla terra, hanno ricevuto Gesù come loro Salvatore, lo contempleranno nella Sua gloria. Vedranno sulle Sue mani il segno dei chiodi. Si prostreranno davanti a Lui e adoreranno.

Sta infatti scritto: «Come io vivo, dice il Signore, ogni ginocchio si piegherà davanti a me e ogni lingua darà gloria a Dio». Così dunque ognuno di noi renderà conto di se stesso a Dio. (Romani 14:11-12)

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