Discepoli

L’ora del bilancio

Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e in eterno. (Ebrei 13:8)

Quanti insegnamenti possiamo trarre dal racconto dettagliato della vita di due credenti come Giacobbe o Davide, vissuti più di tremila anni fa! Quanto a Giacobbe e sorprendente leggere ciò che disse all’età di 130 anni:

Giacobbe rispose al Faraone: «Gli anni del mio pellegrinare sono centotrent’anni; gli anni della mia vita sono stati pochi e cattivi, e non hanno raggiunto il numero degli anni della vita dei miei padri, nei giorni del loro pellegrinare». (Genesi 47:9)

acqua_cristallina_web-400x300Era un modo per dire che il tempo passa in fretta? Forse, ma il contesto fa pensare piuttosto a una confessione: Giacobbe aveva preso coscienza che la sua vita, anche se era stata molto piena e lunga, conteneva poche cose che avevano valore per Dio.

La nostra vita, come un tempo quella di Giacobbe, scorre. All’ora del bilancio, cosa resterà del nostro passaggio sulla terra? Non avranno importanza la nostra posizione sociale o il nostro modo di vita; ciò che conterà, allora, sarà l’apprezzamento di Dio sulla nostra esistenza.

Se siamo vissuti nell’indifferenza, lontani da Lui, la nostra vita è una vita persa, persa per sempre.

Davide, ha dedicato la sua vita cercando di fare il volere di Dio, certo gli è capitato d’inciampare nel corso del suo cammino, ma il Signore aveva il primo posto nella sua vita.

Or Davide, dopo aver eseguito il consiglio di Dio nella sua generazione, si addormentò e fu aggiunto ai suoi padri, e vide la corruzione, ma colui che Dio ha risuscitato, non ha visto corruzione. (Atti 13:36-37)

La durata della nostra vita è un regalo del nostro Creatore, un tempo prefissato che Egli mette a nostra disposizione e nel quale è impegnata la nostra responsabilità.

Questo tempo sarà un tempo di felicità se lo trascorriamo in relazione con Lui che ce lo ha dato. E’ proprio per metterci in relazione con Dio che Gesù è venuto sulla terra.

Solo se abbiamo fede in Lui e ci impegniamo a piacergli, la nostra vita ha un senso.

Poiché l’amore di Cristo ci costringe, essendo giunti alla conclusione che, se uno è morto per tutti, dunque tutti sono morti; e che egli è morto per tutti, affinché quelli che vivono, non vivano più d’ora in avanti per sé stessi, ma per colui che è morto ed è risuscitato per loro. (2 Corinzi 5:15)

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